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venerdì 14 agosto 2009

I Griffin: Seth MacFarlane lo ammette, il piccolo Stewie è gay

Il diabolico e cinico di casa Griffin, il piccolo Stewie, sarebbe gay. A rivelarlo è l’ideatore del fortunato cartone animato, Seth MacFarlane, in un’intervista a Playboy. Il personaggio forse più amato dell’irriverente serie tv ha infatti fatto outing in una delle ultime puntate andate in onda negli Usa.
Nel recente episodio di The Family Guy, questo il nome del cartoon negli Stati Uniti, Stewie confessa di persona la sua omosessualità. “Abbiamo deciso che sarebbe stato meglio conservare vaga la sessualità di Stewie, cosa che ha più senso dal momento che il piccolo ha un anno” ha detto MacFarlene “quindi Stewie sarà gay o, al massimo, un eterosessuale infelice e represso. Questo spiega anche l’aggressività di Stewie, che scaturisce dalla confusione e incertezza del suo orientamento sessuale”.
Il crudele neonato della famiglia Griffin, da anni impegnato a studiare strategie per uccidere la madre, sarà quindi ancora al centro degli episodi del cartone animato, pronto a fare i conti con i turbamenti e le angosce dell’amore.

Astroboy - Trailer



Ponticelli disegnerà Unknown Soldier per la linea Vertigo della DC

Dc Comics, major del fumetto Usa, ha messo da parte fantascienza e supereroi per dare spazio a un conflitto africano: il soggetto di “Unknown Soldier” è una storia ambientata durante la guerra civile ugandese. Il disegnatore è l’italiano Alberto Ponticelli, che ha all’attivo lavori per Marvel, Disney e anche Vasco Rossi.
Protagonista del fumetto è il dott. Lwanga Moses, un medico eroe col volto nascosto da bende, come un precedente personaggio Dc del 1966 sfigurato dalla Seconda guerra mondiale. Emigrato negli Stati Uniti da piccolo, Moses torna in Uganda con la moglie Sara, anche lei medico, per alleviare le sofferenze dei civili colpiti da 15 anni di guerra. Sperimenterà la violenza brutale dei ribelli, l’assurdità dei bambini soldato e incontrerà sulla sua strada l’attrice e attivista dei diritti umani Margaret Wells, un personaggio alla Angelina Jolie.
Arrivato alla sua undicesima uscita, il fumetto non ha avuto finora molti lettori, con 16mila copie vendute al debutto, ma Dc Comics scommette nelle raccolte in libreria e sulla risonanza che ha dato a “Unknown Soldier” il New York Times.
La critica comunque ha reagito molto positivamente, con una nomination ai Fisner Awards, gli Oscar del fumetto. «Quando esploriamo qualcosa di nuovo a Vertigo, vogliamo qualcosa che non sia mai stata resa in fumetti», dice Karen Berger, vice presidente di Dc Comics.
Dietro gli episodi di Unknown Soldier c’è la penna di Joshua Dysart, che prima di mettersi al lavoro ha visitato l’Uganda in prima persona, portando indietro più di mille fotografie per le vignette di Ponticelli. Se la serie continuerà, Dysart vorrebbe parlare anche di chi finanzia i ribelli e dei test che le case farmaceutiche eseguono sulle popolazioni africane.
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