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sabato 27 dicembre 2008

Dick Fulmine, i 70 anni dell'eroe del fumetto fascista

Il 2008 per il fumetto italiano non è stato solo quello del compleanno di Tex, che ha spento sessanta candeline. Ne ha compiuti dieci di più un personaggio oggi poco conosciuto, "nato" nel 1938 tre mesi prima di Superman, che a suo tempo ebbe un travolgente successo diventando il primo vero esempio di eroe "made in Italy".
Stiamo parlando di Dick Fulmine, creato dalla penna di Vincenzo Baggioli e dalle matite di Carlo Cossio tra i tavoli del “Bar degli sportivi” di Milano, come vuole la leggenda. Dick Pestalozza, detto Fulmine, ebbe immediato successo in quanto rappresentava l’immaginario collettivo cinematografico e letterario dell’Italia fascista: forte, sportivo, legato al mito americano, un po' poliziotto e un po' pugile, in una sola parola un “duro”, Fulmine riuscì a reggere la concorrenza dei comics americani di allora.
Presentato inizialmente come poliziotto italo-americano che sgomina il crimine infischiandosene della disciplina e dell’autorità, Fulmine opera in una improbabile Chicago, rivendicando però spesso la sua italianità.
Corpulento (una via di mezzo tra Primo Carnera e il Maciste che furoreggiava a quei tempi sugli schermi), mascella squadrata, sempre pronto ad una scazzottata, violento quanto basta, l’eroe di Cossio e Baggioli, a differenza di molti eroi americani, uccide senza pensarci su, ma non colpisce mai a freddo.
Ben presto gli autori gli fanno ruotare un manipolo di “cattivi” fissi, tra cui spiccano l’enorme caraibico Zambo e Maschera Bianca, dotato di una rivoltella a gas che stordisce e uccide, e una spalla, naturalmente tedesca, il poliziotto Karl Gogint, che però dura poco. Più difficile il rapporto di Fulmine con l’altro sesso: qualche apparizione qua e là di belle donne, ma una figura come l’”eterna fidanzata” manca del tutto.
Favorito dal Minculpop, il ministero della Cultura Popolare dell’Italia fascista, che alla fine del '38 vieta le pubblicazione di fumetti esteri (divieto stranamente non previsto per i personaggi Disney), Fulmine decolla, diventando praticamente l’unico eroe in circolazione.
Ma la guerra è alle porte, e anche il nostro Dick ne viene coinvolto. Arruolatosi due volte (probabilmente per un errore degli autori), Fulmine combatte su tutti i fronti, dall’Africa alla Russia, sconfiggendo gli inglesi (che, guardacaso, hanno arruolato Zambo e Maschera Bianca) e trionfando ovunque in nome della sua italianità. In questi anni fanno il suo ingresso anche due nuovi cattivi, Flattavion, una sorta di Mandrake con la bombetta al posto del cilindro, e il sudamericano Barreira.
Nel '41 una svolta clamorosa: Fulmine cambia faccia. Con l’espediente di un’intervento chirurgico a seguito di un incidente, alla mascella maschia e volitiva, troppo “americana”, si sostituisce un viso più bello e giovanile.
Dal 1943, con l’infuriare della guerra, le avventure del nostro eroe vengono prudentemente fatte svolgere in Sud America e nei mari del Sud, cercando di distogliere l’attenzione dal dramma quotidiano che si stava consumando.
Fulmine, tra mille difficoltà, resiste mentre il mercato scompariva, e alla fine della guerra si pone come ponte ideale tra le generazioni di lettori.
Con un nuovo soggettista, Andrea Lavezzolo, che migliora la qualità delle storie, Fulmine, nell’immediato dopoguerra torna nella sua Chicago, riprende quei tratti di “americanità” bandita dal fascismo e ben presto torna anche il “mascellone”.
Dall’America Dick si muove a Singapore e in Messico, dove inizia una lunga avventura nel bel mezzo di una rivoluzione, forse metafora del caos politico dell’Italia di allora (tra l’altro, curiosamente, nessuna storia di Fulmine si svolge nel nostro Paese).
Alla fine del '45, esce “La legione del mistero”, unanimamente riconosciuta come la più bella avventura di Fulmine, non portata a termine per la chiusura della testata dove la storia era pubblicata. Da quel momento comincia l’inarrestabile parabola discendente del nostro eroe: a poco serve mettergli una mascherina (si lancia infatti un improbabile “Fulmine mascherato”) e a riproporre le scazzottate dei vecchi tempi.
Soppiantato dai nuovi personaggi del fumetto, nel 1950 Dick Fulmine, dice arrivederci. Tornerà quattro anni dopo, in una veste più malinconica rimpiangendo i tempi andati. La nuova serie resisterà solo un anno, fermando a 411 gli albi con le storie dell’eroe di Cossio e Baggioli.

Fullmetal Alchemist - il manga si chiuderà col 21esimo volume

Purtroppo sul ventunesimo tankobon della serie originale giapponese di Full Metal Alchemist (pubblicato il 22 dicembre) l’autrice, Hiromu Arakawa, ha dichiarato che il manga verrà concluso presto.
E’ iniziata la narrazione dei capitoli finali che leggeremo sicuramente per tutto il 2009. In Italia Fullmetal Alchemist è pubblicato da Panini Comics/Planet Manga in albi da 190 pagine al prezzo di € 3.90.

WALL-E: come costruire un vero robot

Come costruire un vero WALL-E, ovvero un robot che forse non vi pulirà casa, ma che è in grado di muoversi. Il robot di WALL-E muove le braccia, la testa, apre il cassetto anteriore e accende gli occhi. Le dimensioni sono ridotte: 150mm x 150mm x 160mm di altezza.
Le istruzioni per un WALL-E fai-da-te le trovate su Instructables.

Domani tornano in edicola i Puffi

L’opera completa di Peyo, da domani 28 dicembre verrà distribuita in allegato al quotidiano La Stampa. La collana I Puffi è stata già proposta (stessa edizione) da Planeta DeAgostini che, dopo aver completato la distribuzione in fumetteria, aveva rilanciato in edicola la serie attraverso i quotidiani La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino.
Adesso, come già detto, è il turno de La Stampa, che proporrà il primo volume al prezzo di 2,95 euro (i restanti volumi saranno venduti a 5,95 euro).
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