HOME BLOG FUMETTI CHARACTERS ARTICOLI REGOLE CONTATTI LINK RICERCHE MERCHANDISING

giovedì 18 dicembre 2008

"Zerozero", dai videoclip a Juri Gagarin

Per due anni buoni ha cercato di trovare qualcuno disposto a finanziare il suo progetto, uno strano cartoon dalle atmosfere fanta-dark sulle avventure di un bambino nell’ex Urss. Poi, stanco di aspettare, il film se lo è fatto da solo, dal soggetto all’animazione in digitale, e Zerozero è stato presentato con successo al festival Castelli animati di Genzano. Ora Marco Pavone, 32 anni, porterà il cartone nelle principali rassegne europee, a caccia di distribuzione.
Pavone, nato e vissuto a Napoli, laureato in filosofia, ha pubblicato le sue prime vignette sul Mattino a soli 16 anni. Per anni si è fatto le ossa come disegnatore alla Disney, prima di darsi all’animazione realizzando videoclip. Per Daniele Silvestri ha girato Il mio nemico, per i Subsonica Vita d’altri, per Caparezza Jodel e Auditel family. Suo anche il videoclip sulle Witch che accompagnava la compilation musicale delle streghette Disney, che ha girato su Mtv.
«Quando esce un film d’animazione - dice - le discussioni vertono soprattutto sul numero dei peli dei personaggi e sugli effetti tecnologici: per me invece la cosa importante è fare una storia che emozioni. Un certo minimalismo secondo me fa bene». E così ecco Zerozero, ambientato nell’Urss dei primi Anni 60 e delle prime imprese spaziali, con questo bimbo un po’ timido che non a caso si chiama Juri, come il celebre astronauta russo Gagarin. I colori sono sfumati nel grigiazzurro, un clima cupo grava su tutta la storia a evocare le paure infantili in esplicito, dichiarato omaggio a un maestro del genere come Tim Burton. «Mi ha senz’altro influenzato, come del resto Terry Gilliam, per le atmosfere un po’ cupe e la scelta cromatica. In realtà, specie nei videoclip, vario il genere secondo il tipo di storia che mi trovo ad affrontare: per esempio mi piace moltissimo Matt Groening».

Gérard Lauzier - si è spento l'autore di Lili Fatale

Si è spento alcuni giorni fa a Parigi, a causa di una terribile malattia, Gérard Lauzier.
L’autore, nato nel 1932 a Marsiglia, è diventato famoso non solo per le sue produzioni fumettistiche (Les Chroniques de l’Ile Grande, Lili Fatale, Souvenirs d’un jeune homme), ma soprattutto per il suo impegno da sceneggiatore nel mondo del teatro e del cinema. Nel 1999 scrisse i dialoghi per il film Asterix e Obelix contro Cesare e collaborò anche per Mon père ce héros, film con Gérard Depardieu.
In Italia abbiamo conosciuto le sue opere grazie alle riviste d’autore come Corto Maltese, Totem e Pilot.

"Spirit" un Natale con un noir a fumetti

Per chi non ama i cinepanettoni e i cartoon di prammatica, il 25 dicembre quest’anno avrà un sapore diverso: esce infatti (in contemporanea mondiale) The Spirit, inquietante film-fumetto di Frank Miller, autore di 300 e Sin City oltre che dell’ultimo Batman e Daredevil, ora passato dietro la cinepresa: «Sono come un bambino in un negozio di caramelle - dice lui del cinema - uso le tecnologie, le mischio insieme, è come se fossi il testimone della congiunzione di tutte le forze. È eccitante». The Spirit, ultimo nato di questa rinnovata passione di Hollywood per le strisce, è tratto dal fumetto del grande Will Eisner, scomparso nel 2005, che racconta di un poliziotto ucciso, Danny Colt, ritornato nella sua Central City sotto forma di spirito per combattere quelle forze del male che non è riuscito a vincere da vivo: «La mia città grida - dice - lei è mia madre, è la mia amante, non posso rinnegarla. Io sono il suo spirito».
Miller e Eisner si conoscevano e si stimavano, malgrado le differenti età e carriere: del resto, la prima storia scritta da Miller (classe 1957) per la serie Daredevil nel 1981 vedeva il protagonista alle prese con Elektra, una sua ex diventata criminale, personaggio ispirato a Sand Saref, l’amore perduto di Spirit creato nel 1940 da Eisner (classe 1917). Nel 2002 è anche uscito un libro, Conversazioni sul fumetto (in Italia da Kappa Edizioni), in cui i due autori parlavano di fumetto e di molto altro. The Spirit, pubblicata dal 1940 al 1952, è una delle serie a fumetti più importanti della storia, per la sua grafica innovativa (soprattutto nelle avventure del dopoguerra) e per i suoi testi brillanti (fra l’altro nella storia del 1947 Il Duce’s Locket si vede in una vignetta Mussolini appeso a Piazzale Loreto, forse per la prima volta in un fumetto).
Successivamente, a partire dal 1978 con Contratto con Dio, Eisner realizza il primo dei suoi innovativi «romanzi a fumetti» (storie senza personaggi fissi e senza eroi) di cui Rizzoli ha appena pubblicato una selezione a cura di Andrea Plazzi, per anni traduttore di Eisner, nonché suo amico personale. «Eisner era un autodidatta brillante e colto, una persona di grande umanità - dice Plazzi -. E’ uno dei padri della narrativa per immagini più moderna, che le sue innovazioni spesso radicali hanno portato ai massimi livelli.
Letterariamente, è uno dei pochi autori di fumetti a proporre una poetica personale compiuta e riconoscibile, articolata per quasi trent’anni in una quindicina di lavori. Il protagonista dei romanzi di Eisner, spesso un avatar dell’autore, è un uomo di mezza età o avviato alla vecchiaia, alla disperata ricerca di un senso per le sue azioni e per ciò che accade a sé e ai suoi cari, in lotta contro le avversità, il dolore e l’anonimato della società moderna
».
Miller, invece, diventa famoso nel 1986 rivoluzionando il personaggio di Batman con la saga Il Ritorno del Cavaliere Oscuro e poi con le varie storie noir di Sin City. Il 2005, anno della morte di Eisner, è anche quello dell’uscita di Sin City, film (fin troppo) fedelmente tratto da alcune saghe della omonima serie e diretto dallo stesso Miller, assieme a Robert Rodriguez e Quentin Tarantino. Nel film Spirit il protagonista è Gabriel Match. Rispetto al fumetto, manca Ebony, il ragazzino afroamericano spalla di Spirit (all’epoca era amato dai neri americani, visto che era fra i pochi personaggi positivi di colore nei fumetti, adesso è considerato troppo macchiettistico e quindi politicamente scorretto), ma in compenso ci sono, come già in Sin City, tante splendide femme fatales, in puro stile noir, come, fra le altre, Sand Saref (Eva Mendes), Lorelei Rox (Jamie King) e Silken Floss (Scarlett Johansson) al cui confronto impallidisce Ellen Dolan (Sarah Paulson), fidanzata ufficiale di Spirit e figlia del commissario di polizia con cui collabora.
Sarà un film più milleriano o eisneriano? Per Plazzi entrambe le cose: «Miller ha ripreso buona parte dei personaggi dello Spirit di Eisner, a partire dalle micidiali dark ladies che gli hanno permesso di imbastire un cast stellare. Soprattutto le ambientazioni metropolitane faranno da trait d’union tra Eisner e Miller, entrambi appassionati new yorker, innamorati degli scenari urbani». Anche se ovviamente il tono non sarà quello da commedia brillante di Eisner, ma ci sarà piuttosto la comicità sardonica alla Tarantino (non a caso il cattivo Octopus è interpretato da Samuel L. Jackson, tipico attore tarantiniano).
Per Adam McGovern, invece, esperto di cultura pop, i due autori non potrebbero essere più diversi. «Eisner è spesso stato paragonato a Orson Welles, per il tono amaro e le atmosfere malinconiche, mentre lo stile di Miller ricorda più Kurosawa e Sergio Leone - spiega -. Eisner in fondo ha fiducia nell’uomo, Miller invece è un pessimista, quindi sarà un film molto milleriano che non penso piacerà agli appassionati di Eisner». Ad ogni modo, sarà la pellicola ideale per chi nelle feste cerca un retrogusto noir.

Aldo,Giovanni e Giacomo su Topolino

Cosa ci fanno Aldo, Giovanni e Giacomo a Paperopoli? Il trio comico è protagonista di un fumetto pubblicato sul numero di Topolino di questa settimana. Il titolo della storia è "Paperino e Paperoga in...tre paperi dentro a un cinema". I tre comici, nei panni di Baldo, Gionni e Giacomino, sono tre professionisti che lavorano nel settore cinematografico alle prese con una gara cinefila bandita nella città dei paperi.
Paperon de Paperoni affida a Paperino e Paperoga il compito di girare un film con il quale gareggiare alla nuova edizione del premio "Mestolone d'Argento", riconoscimento che spetta al film più drammatico e deprimente dell'anno. In lizza per l'ambitissimo premio c'è anche l'acerrimo rivale di Paperone, Rockerduck. Quest'ultimo vanta una troupe di prim'ordine, ma i nipoti dello zione possono contare su tre formidabili interpreti trovati per caso: Baldo, Gionni e Giacomino.
Paperino e Paperoga iniziano le riprese e in poco tempo girano un film che sembra essere l'esatto contrario di un film triste. Grazie ai tre attori improvvisati, infatti, gli spettatori di Paperopoli scoprono che ridere al cinema è bellissimo. E lo Zio Paperone, travolto dal successo al botteghino del suo film, lascia volentieri al rivale Rockerduck l'ormai insignificante premio "Mestolone d'Argento".
La travolgente comicità del trio comico ha reso possibile la loro trasformazione in personaggi dei fumetti. Non a caso, si sentono loro stessi un pò fumetti, come hanno dichiarato nelle pagine del settimanale. Giovanni lo è per "Un buon 50%. Nell'aspetto, nel modo di muovermi"; Aldo invece: "Io mi sento un pò Ciccio, sonnacchioso. Ma mi piace molto anche Paperinik". Giacomo, infine, si schiera dalla parte di Paperino.

Per pubblicare gli annunci sul nostro sito web utilizziamo aziende pubblicitarie indipendenti. Queste aziende possono utilizzare questi dati (che non includono il tuo nome, indirizzo, indirizzo email o numero di telefono) sulle tue visite a questo e altri siti web per creare annunci pubblicitari su prodotti e servizi che potrebbero interessarti. Se desideri ulteriori informazioni a questo proposito e per conoscere le opzioni disponibili per impedire l'utilizzo di tali dati da parte di queste aziende, fai clic qui.