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lunedì 24 novembre 2008

Natsu no Arashi: un nuovo anime dall'autore di School Rumble

Buone notizie in arrivo per i fan di School Rumble e del suo autore Jin Kobayashi. Nel 2009 arriverà in Giappone il nuovo anime Natsu no Arashi, tratto dall’omonimo manga di Kobayashi pubblicato dal 2006 in Giappone. In Natsu no Arashi i fan di School Rumble troveranno le atmosfere romantiche dell’anime in onda su Cartoon Network, ma con un tocco di fantascienza…
Protagonista è Yasaka n ragazzo tredicenne che un giorno conosce la bella sedicenne Arashi, una commessa in un negozio. Dopo averla difesa da un uomo che dice di essere stato assunto dai genitori per riportarla a casa, Yasaka porta Arashi a casa con se. Ben presto però Yasaka scopre che Arashi non è una ragazza come le altre, ma è dotata di un misterioso potere.
Yasaka trova ad esempio una foto di 60 anni prima in cui compare Arashi assieme a un’altra ragazza chiamata Kaja. All’improvviso anche Kaja entra nella vita del ragazzo…

Alberto Tadini: "Vi racconto com'è nata la mitica sigla di Goldrake"

Con le sue avventure ha fatto sognare i bambini, ma non solo. Le sue gesta, per difendere la Terra dall’esercito di Vega, hanno stregato un’intera generazione. Perfino l’astronauta Umberto Guidoni, prima di laurearsi in astrofisica, rimaneva incollato davanti alla tv a guardare Goldrake, magari mangiando “libri di cibernetica e insalata di matematica”. Adesso le spettacolari battaglie di Actarus compiono trent’anni. Era il 4 Aprile del ’78 quando Maria Giovanna Elmi presentò su ReteDue (l’odierna Rai2) la prima puntata di “Atlas – Ufo Robot”.
Il cartoon, nato dal manga del giapponese Go Nagai, in pochissimo tempo divenne una serie cult tra gli adolescenti di allora. Così come la sua sigla: un vero e proprio tormentone. La musica era scritta da Vince Tempera e Ares Tavolazzi, il testo da Luigi Albertelli e a cantarla c'era Alberto Tadini.
A distanza di trent'anni Tadini ricorda quegli anni e il successo di una colonna sonora che ha segnato l’infanzia di ognuno di noi. Adesso vive a Caravaggio, piccola cittadina in provincia di Bergamo, ha posato il microfono in soffitta, insieme alla tuta di Actarus, per lavorare in un’agenzia immobiliare, e sogna di volare, questa volta, tra le stelle della pittura.


Come è finito a cantare la colonna sonora di Goldrake?
Nel '71, quando partecipai al Festival di Sanremo, conobbi il maestro Tempera e diventammo amici. Quando lasciai il gruppo dei Gens, iniziai a cantare con la sua orchestra. Andammo in tournée in giro per l'Italia e Tempera diventò il mio produttore. All’epoca delle sigle dei cartoni, cantavo con i "Bobo Express", un'orchestra di Bologna che annoverava tra i componenti anche Paolo Gianolio (attuale chitarrista di Baglioni) e Fio Zanotti (arrangiatore di Celentano, Anna Oxa). Tempera mi chiamò dicendo che c'era una sigla di cartoni giapponesi che doveva andare in onda sulla Rai. Non ci pensai un minuto e partecipai al coro di Ufo Robot. In seguito fu composta anche la sigla di Goldrake per i titoli di coda, dove la mia voce fu più in evidenza.

Ebbe un successo enorme.
Si, rimase nelle hit diverse settimane. Ho avuto anche il disco d’oro. All’epoca tutti ascoltavano Goldrake: i bambini ma anche gli adulti. Alla radio la passavano in continuazione. Baglioni, ricordo, non fu tanto contento di questo successo…

Mi sa che non era il solo. E’ vero che anche a Guccini non andò giù il successo ottenuto nelle classifiche?
Guccini, che per informazione è accompagnato tuttora da Tempera nelle proprie tournee, disse: "Che vergogna! L'intera nazione vittima di queste puttanate...". Scherzava. Io la vedo come una presa in giro. Spesso, infatti, capita che i concerti di Guccini vengano aperti dalla sigla di Ufo Robot.

Goldrake ha fatto sognare una generazione. Anche se, quando uscì in Italia, non mancarono le polemiche. Come mai?
La polemica sul cartone era nata principalmente per la violenza dei combattimenti, che poi i bambini potevano imitare. Poi Goldrake venne trasmesso in un periodo in cui esistevano solo due canali Rai. C'era solo qualche piccola rete privata e solo regionale. La censura e il pensiero comune al tempo erano molto ingessati.

Lei non ha cantato solo la sigla di Goldrake, ma anche di altri cartoni. Quali?
Ho cantato la sigla di Capitan Harlock, Goldrake, Ufo robot. Ho partecipato ai cori di Remì, Anna dai capelli rossi, Daitan e tanti altri. Poi sull’onda del successo di Goldrake sono uscite sigle a raffica.

E dopo Ufo Robot, cosa ha fatto? Come mai ha chiuso con la musica?
Dopo il successo, che fu solamente discografico, sono stato contattato solo ed esclusivamente per cantare canzoni per bambini che rifiutai sistematicamente. E così decisi di fermarmi.

Perché rifiutò queste proposte?
Non era quello che volevo. Sono un cantante di musica leggera ma ormai mi avevano messo l’etichetta del cantante per bambini. Quando andavo a proporre dei nuovi pezzi le case discografiche non li prendevano in considerazione, anzi mi proponevano di cantare le sigle dei cartoni. Ma a me non andava a genio. E così pur avendo raggiunto il successo, anche se per un periodo, decisi di smettere. Ha preso poi il mio posto Cristina D’Avena.

Non si è però pentito di aver cantato la sigla di Ufo Robot?
Si, purtroppo mi pento di aver cantato queste canzoni. Canzoni che mi hanno portato al successo e mi hanno imprigionato in uno stereotipo indelebile. All’epoca ero un discepolo di Battisti, ci eravamo anche incontrati. Avevo fatto pure dei provini per la sua casa discografica la Numero Uno. Se dovessi scegliere una canzone di Battisti da cantare non c’è dubbio, sceglierei “Emozioni”.

E dopo aver lasciato la musica e i cartoni che ha fatto?
Ho aperto un negozio di dischi, che integrai con il noleggio delle videocassette. Nel 2000 iniziai l'attività di agente immobiliare che tuttora svolgo. Oggi faccio l'immobiliarista, dipingo e organizzo mostre con i miei quadri. Coltivo bonsai da 20 anni e ogni tanto faccio qualche serata, ma non troppo volentieri. Mi sembra di andare al gerontocomio. Ho sempre guardato con tristezza i vecchi orchestrali. Anche per questo motivo ho deciso di lasciare il mondo della musica.

Che fine ha fatto il costume rosso da Actarus? Ce l’ha ancora?
E’ stato venduto ad un'asta benefica per i bambini affetti dalla sindrome di Down.

Canta ancora oppure ha definitivamente appeso il microfono al chiodo?
Canto ancora quando mi chiamano per qualche programma. Ultimamente ho partecipato a “50 canzonissime”, il programma di Carlo Conti. Il titolo giusto però dovrebbe essere 60 canzonissime vista l'eta media dei partecipanti.

Ha dei sogni?
Beh adesso mi dedico alla pittura e organizzo mostre. Chissà se un giorno i miei quadri saranno apprezzati…

Marvel: modelle e supereroi nella nuova miniserie Models Inc.

Dopo gli zombie in casa Marvel arrivano le modelle. Nel tentativo di conquistare il pubblico femminile, Marvel lancia negli Stati Uniti dal prossimo febbraio la miniserie in 4 parti Models Inc.
La storia è ambientata nel mondo della moda. durante la settimana della moda di New York. Le modelle protagoniste della storia sono alcuni volti (e corpi) che ben conosciamo: Mary Jane Watson, Patsy Walker, Jill Jerold, Chili Storm e Millicent Collins (Millie the Model).
In Models Inc. ci saranno tentativi di rapina, lupi scappati dallo zoo e poliziotti allupati. Quando un set designer viene trovato morto con tre proiettili nella schiena tutti sospettano Millie. A questo punto, le modelle diventano detective per svelare il mistero…
Scritto da Paul Tobin e illustrato da Viçenc Villagrassa (con cover in stile Vogue di Scott Clark), Models Inc. sarà Il Diavolo veste Prada con i superpoteri o un crimine alla moda e ai fumetti? L'unica cosa certa è che la Marvel potrebbe per la prima volta strappare alla DC la palma per i personaggi femminili più amati dai lettori americani che è sempre stato conteso da bellezze esagerate come Wonder Woman, Power Girl e Catwoman che in passato è stato insidiato solo dall'indipendete Witchblade.

Astroboy in limited edition da collezione

Dolmen Home Video e Yamato Video hanno presentato l’edizione a tiratura limitata e numerata di ASTROBOY, serie cult del maestro Osamu Tezuka, con puntate inedite per l’Italia, un documentario su Tezuka e un diorama in lega metallica.
ATROBOY Edizione Restaurata e Rimasterizzata Remake della serie propinale in B/N del 1963, primo anime televisivo in assoluto ad opera dello stesso Tezuka.
Il Dott. Tenma, in seguito alla morte del figlio, decide di costruire un robot a sua immagine e somiglianza, Astro. Con il passar del tempo però, Tenma si rende conto che Astro non potrà mai colmare il vuoto lasciato dalla mancanza del figlio e decide quindi di spegnerlo definitivamente. Solo il successore di Tenma scoprirà il grande potenziale di Astro, riportandolo alla luce e facendogli fare la vita di un normale ragazzino - il quale salva il mondo utilizzando i suoi super poteri…

Letter Bee - nel 2009 verrà realizzato l'anime

Letter Bee è un nuovo manga pubblicato ultimamente da Panini Comics.
La serie sembra andare molto bene in Giappone ed è conosciuta con il nome di Tegami Bachi. L’autore è Hiroyuki Asada ed ultimamente ha ricevuto una bellissima notizia: la sua opera diventerà un anime nel 2009! Masahiro Ibaragi, editore capo di Jump Square (il magazine dove Tegami Bachi è serializzato), ha ufficializzato il tutto!
Mentre in Italia stiamo aspettando il 4° numero di Letter Bee (previsto per il 18 dicembre), vi avvisiamo che sarà lanciato e trasmetto via streaming sul sito Jumpland, in occasione del Jump Super Anime Tour, uno speciale animato di ben trenta minut: l’appuntamento è per il 24 novembre!
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