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venerdì 14 novembre 2008

Watchmen - il nuovo trailer del film tratto dal capolavoro di Alan Moore





Un nuovo trailer per il film Watchmen, l’adattamento del fumetto capolavoro scritto da Alan Moore e disegnato da Dave Gibbons.
Warner Bros e il regista Zack Snyder sono lieti di mostrarvi il secondo trailer ufficiale: un ottimo antipasto per chi aspetta trepidante il film. Se siete veramente così ansiosi di vedere al cinema il vostro fumetto preferito non potrete che godervi con tutti i nuovi poster ufficiali del film che riportiamo qui di seguito, ce ne uno dedicato ad ognuno dei sei personaggi principali.

Thor avrà una nuova serie animata

Dal fumetto al cartone animato dopo quasi quarantanni la Marvel crea una nuova serie animata dedicata al nordico dio del tuono Thor (chi può dimenticare la mitica serie degli anni sessanta basata sulle tavole di "Jack The King Kirby"?).
La Marvel Comics ha infatti deciso di produrre una serie animata da 26 episodi, della durata di mezz’ora l’uno, che andrà in onda nell’autunno del 2010 e seguirà le vicende del supereroe seguendo quanto già raccontanto nel fumetto.
La serie parlerà quindi di Thor, dio del fulmine, e del suo tentativo di difendere la sua mitica dimora di Asgard da invasori, giganti arrabbiati, creature alate e mostri di ogni genere.

Chuck Dixon e gli horror Marvel segreti

VI ricordate negli anni '90, in pieno revival di Ghost Rider, che la Marvel decise di riunire tutti i personaggi horror (come Morbius o i Night Stalker) sotto un unico nome: i Figli di Mezzanotte, una sorta di non-gruppo dalla non felicissima vita editoriale.
Quello che forse non sapete è che agli inizi degli anni '90 lo scrittore Chuck Dixon e il disegnatore Gary Kwapisz proposero alla Marvel il pitch per una serie che vedeva i personaggi oscuri dell'universo Marvel riunirsi in un team guidato dal Sudario e finanziato nell'ombra dal Dottor Destino.
Dal sito di Dixon, possiamo vedere alcune tavole del progetto che avrebbe avuto come titolo "Fear Force".
Chissà se questo tipo di progetto avrebbe evitato al lato sovrannaturale dei fumetti Marvel di cadere nell'oblio in cui si è ritrovato dopo il flop dei Midnight Son?

La vita erotica dei superuomini secondo Marco Mancassola

Nel ormai mitico "Watchmen", più di vent'anni fa, Alan Moore decostruì una volta per tutte il supereroe in chiave etica. Da allora i tentativi di indebolire, umanizzare e complicare la figura supereroistica si sono moltiplicati, sia nel fumetto che nella letteratura, con esiti non sempre all'altezza del compito. Ora è il turno di Marco Mancassola, uno dei più talentuosi scrittori italiani, che coglie il bersaglio affrontando il supereroe da un punto di vista non inedito, ma splendidamente interpretato: l'emotività, l'interiorità, il bisogno. Rileggendo il marchio di fabbrica di Stan Lee, "supereroi con superproblemi", Mancassola inietta nuova linfa a un immaginario pop ormai stantio, regalandoci un libro di rara potenza.
Il mondo de "La vita erotica dei superuomini" è un mondo dove gli eroi non sono più necessari. Individui decaduti, che non hanno niente da salvare se non se stessi: figure relegate al mondo televisivo, alla chiacchiera quotidiana, o banalmente impegnati a lenire la propria solitudine. E in un mondo che non ha più bisogno di supereroi, questi si scoprono di colpo incapaci di salvarsi. La grande domanda di questo libro sembra essere: cosa può fare, in fondo, un supereroe per se stesso?
Il pretesto della trama è un misterioso complotto che sembra voler fare piazza pulita della vecchia guardia di eroi. Alla fine, il complotto si svela essere il delirio di un singolo, un unico personaggio ossessionato dai poteri mutanti della madre, e che non trova di meglio se non accanirsi contro i suoi antichi miti. Per ogni assassinio, egli lascia un biglietto di addio: Addio mio Batman, addio mia Mystique. L'aggettivo possessivo è la cifra di un distacco struggente: omicidi che segnano la fine di un'epoca e insieme il dolore nella sua cancellazione. Anche l'assassino, dunque, è un assassino emotivo.
Sotto questo pretesto, questo stilema da thriller esistenziale, scorre così un romanzo che è innanzitutto una grande tragedia del corpo. Seguendo le strade solitarie di Batman, Reed Richards e Mystique, il loro vano tentativo di tornare alla vitalità di un tempo, Mancassola dipinge un meraviglioso affresco del bisogno di affetto e di comunanza.
In questo senso, la vita erotica del titolo va intesa in senso letterale: eros come forza primigenia, necessità attrattiva. L'amore qui è veramente figlio di poros e penia: mancanza, sete, fame. Se il corpo e il desiderio di un eroe è necessariamente superiore, quindi anche il suo dolore lo è, e così il suo bisogno. I protagonisti del libro sono invecchiati, figure del tutto scisse dalla loro immagine bidimensionale: dotati di carni un tempo abituate a prestazioni straordinarie, e ora indebolite, fragili, finite. C'è qualcosa di straziante nel loro bisogno di amore, che è innanzitutto un bisogno di vicinanza, di sentire il proprio corpo ancora in grado di pulsare. La percezione del reale è qui sempre intellettuale e fisica insieme, nei sensi più alti di entrambi i termini.
Arriviamo così a qualcosa di più del vecchio tentativo di "umanizzare il superumano". È, al contrario, un tentativo di affondare ancora di più nella tragedia del superumano in quanto comunque umano
Questo anche attraverso la lingua: l'attenzione alla lingua è da sempre un marchio inconfondibile di Mancassola. In questo romanzo lo stile è se possibile ancora più semplice e nitido, ma arricchito di una virtù metaforica straordinaria, come se dietro ogni dettaglio si nascondesse un piano ulteriore del reale fatto vibrare dalla lingua: ogni minuscola caratteristica ritorna nuova al lettore dopo un lavacro purificatorio. Sopra ogni cosa brillano le descrizioni di New York, i suoi movimenti, il grande sfondo che si fa personaggio esso stesso: la capitale del mondo, la metropoli delle metropoli dove ogni cosa è ancora possibile, persino amare. Libro eminentemente urbano, "La vita erotica dei superuomini" segue il ritmo di una città che è la città dove tutto sembra flirtare con tutto, dove ogni cosa risuona a una musica unisona, e l'eros pervade l'intero tessuto locale.
Ma questo romanzo non è soltanto un romanzo tragico, sulla necessità e il bisogno frustrato. Questo è anche un romanzo sulla rinascita e la resurrezione di un ideale. L'epilogo è infatti dedicato al più arcano e originario dei guardiani, Superman, e al suo tentativo di creare una nuova falange di supereroi. Non si tratta però di un finale nostalgico, o di una celebrazione epigonale del tempo che fu. Viviamo un'epoca (il romanzo è ambientato in un 2006 tutt'altro che irrealistico) che sembra stanca di forze straordinarie e prodigi. Un'epoca dove i poteri devono farsi più labili, e adattarsi plasticamente a un mondo diverso, fluido: poteri "discontinui, elusivi, sorprendenti". È questo su cui conta il grande eroe: sul bisogno, nonostante tutto, di eroi. Perché sempre, nella nostra storia, qualcosa meriterà di essere salvato. E sempre qualcuno dovrà incaricarsi di farlo.

Le sexy action figure di Evangelion

Quando un bravo character designer come Shunya Yamashita lavora su un anime di successo come Evangelion possiamo solo aspettarci faville, anche se si tratta di semplici action figures.
Alte circa 25 cm ed in scala 1:6, queste bellissime Rei e Asuka hanno la parte superiore del vestito removibile (per la gioia degli amanti del fanservice) e, se comprate insieme, le loro pedane formano una figura unica e molto particolare. Da notare come il grande Yamashita ha enfatizzato i caratteri del viso di entrambe le action figures, donando a Rei uno sguardo suadente ma molto candido e ad Asuka un tratto energico e sensuale.
Le action figures sono vendute sia singolarmente che in coppia, potete trovare una loro ricca fotogallery su Sankakucomplex.

Guillermo Del Toro parla del casting di Lo Hobbit

Guillermo Del Toro ha parlato del suo prossimo film, l’attesissimo Lo Hobbit: il regista ha anticipato, che il casting verrà effettuato solo a stesura della sceneggiatura completata per scegliere in maniera corretta gli attori e ha confermato che compariranno tantissimi personaggi, che non si sono visti ne Il signore degli Anelli, come il drago Smaug (“Quel che faremo per Smaug a livello di character design e di modalità realizzative deve andare oltre qualsiasi altra cosa fatta in precedenza al cinema per quanto riguarda i draghi”).

La morte raccontata dai fumetti in mostra al Museo Bernareggi di Bergamo

Un viaggio nella storia del fumetto, alla ricerca degli archetipi e degli stereotipi della e sulla morte nell’immaginario pop. Fino al 7 dicembre il Museo Adriano Bernareggi di Bergamo presenta la mostra «Il tratto della Morte. Profili del macabro nella storia del fumetto» curata da Pier Giorgio Nosari e Mario Taccolini nell’ambito della rassegna Danze macabre 2008, promossa da Fondazione Adriano Bernareggi e dalla Fondazione Benedetto Ravasio.
Il percorso espositivo include più di 80 riproduzioni di tavole, strisce e vignette, tratte da fumetti storici e contemporanei, seriali e d’autore, italiani e stranieri.
La mostra intreccia due percorsi principali. Il primo propone un’ampia selezione di immagini tratte da fumetti famosi di tutto il mondo, dalle origini ai giorni nostri, spaziando da un precursore come Max e Moritz ai postmoderni Dylan Dog e Sin City, passando per fumetti dei primordi come Krazy Kat, classici come Flash Gordon, Tarzan e Dick Tracy, supereroi dell'età aurea come Superman e Batman, supereroi con superproblemi come Uomo ragno, eroi tutti di un pezzo come Tex Willer, antieroi alla Diabolik, romantici alla Corto Maltese, cult come Vampirella. Ampio risalto è dato ai fumetti contemporanei, dagli anni '90 ai giorni nostri, contraddistinti dal moltiplicarsi di opere e tendenze, da superantieroi come Spawn a tenebrosi come John Doe, passando per romanzi grafici come Fuochi. E con autori come Alex Raymond, Hergé, Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini, Stan Lee, Hector Oesterheld, Hugo Pratt, Bruno Bozzetto, Quino, Alan Moore, Frank Miller, Tiziano Sclavi, Lorenzo Mattotti, Garth Ennis e tanti altri ancora.
Il secondo percorso propone invece una ricognizione dei migliori talenti del fumetto italiano attuale, e si declina nella scelta di sette autori italiani di fumetti, tutti under 40 e già affermati, cui è stato commissionato un«“omaggio» e una reinterpretazione di altrettanti personaggi della storia del fumetto, che hanno segnato una pietra miliare tanto per lo sviluppo di quest’arte quanto per il modo in cui quest’arte ha affrontato il tema della morte: Maurizio Rosenzweig con Zio Tibia, Walter Venturi con Kriminal, Stefano Caselli con Morte di Gwen Stacy, UR, Vanna Vinci con Maus, Davide Toffolo con The Spirit, Giancarlo Olivares con Devil / Elektra e Lola Airaghi con Death
Accompagna la mostra la proiezione di una selezione di cartoni animati legati ai temi della mostra, da Gundam ad Atlas Ufo Robot, da Akira a Biancaneve, dal Re Leone a Lady Oscar.
Il fumetto è stata un’arte d’evasione, ma mai completamente. E – a dispetto di tutte le censure più o meno preventive – non ha mai avuto paura ad affrontare anche i temi più impegnativi. Con l’onestà di un’arte che dialoga con il suo pubblico senza mediazioni.
Quindi, il fumetto resta un ottimo punto d’osservazione per chi intende interrogare la cultura popolare in cui viviamo immersi e ci consente di verificare la diffusa convinzione circa la rimozione che la nostra società opera rispetto all’idea stessa della morte.
La mostra si propone così di dimostrare che ogni “rimosso” riaffiora sotto altra veste, più o meno mascherato e cammuffato, sotto forma di sogni, immagini e storie. Ebbene, da qualche anno dalle pagine dei fumetti ci vengono incontro immagini più esplicite, declinazioni narrative o stilistiche più forti, rappresentazioni più dirette della morte. È il segno che qualcosa sta cambiando, rispetto agli anni in cui nei fumetti, anche nei più crudi o realistici, morivano solo i “cattivi” e il sangue non veniva neppure disegnato. Forse sta cambiando il modo di rapportarsi alla vita, e dunque al suo limite.
Accompagna la mostra un catalogo, a cura delle Edizioni Arcadia, che contiene, oltre alle immagini riprodotte in mostra e ai saggi dei curatori, anche una breve storia a fumetti inedita di Maurizio Rosenzweig.
Nell'ambito della mostra, venerdì 14 novembre alle 18, è in programma al Museo Adriano Bernareggi un incontro per presentare il volume dal titolo «Il fumetto e la Morte. L’ultimo tabù dell’immaginario pop». I curatori dell'esposizione, Pier Giorgio Nosari e Mario Taccolini, proporranno il fumetto come un punto d'osservazione per interrogare la cultura popolare in cui viviamo immersi. In occasione dell'incontro, cui seguirà una visita gratuita alla mostra accompagnati dai curatori, sarà presentato il volume «Il tratto della Morte» che, pubblicato dalle bergamasche Edizioni Arcadia, approfondisce i temi proposti dall'esposizione.

Stan Lee produrrà un film dedicato ad un supereroe gay

La Showtime sta sviluppando un nuovo progetto in collaborazione con l’icona dei fumetti Stan Lee. Al centro del nuovo blockbuster superomistico vi sarà un supereroe gay.
Lee sarà produttore esecutivo del film insieme al presidente della Pow! Entertainment Gill Champion. Il plot, che vedrà protagonista un supereoe gay che lotta per mantenere segreta la sua identità, è ispirato a Hero, un romanzo di Perry Moore. Attualmente Moore sta scrivendo la sceneggiatura e in più è anch’egli produttore esecutivo del progetto.
Hero è la prima storia breve di Perry Moore ed è la prima storia dedicata al genere fantasy dedicata ad un gruppo di moderni supereroi di nuova generazione. La storia gira attorno ad un giovane ragazzo omosessuale dotato di particolari poteri. Hero, nel maggio del 2008, ha vinto un premio per la migliore novel a tematica LGBT dell’anno.
Il connubio tra Stan Lee e il cinema è sempre più fortunato. Sono in arrivo, infatti, una valanga di pellicole ispirate ai suoi fumetti. Sono già in fase di pre-produzione il quarto e il quinto capitolo della saga di Spider-Man, che vedono confermato lo stesso cast dei precedenti episodi, così come Iron Man 2, le cui riprese inizieranno dopo che il protagonista Robert Downey Jr. avrà completato lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie. Sono inoltre in preparazione lungometraggi dedicati a Thor, Silver Surfer, Nick Fury e Ant-Man.
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