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sabato 27 settembre 2008

Giovanni Mosca, l'attualità di uno dei pionieri del fumetto in Italia

Per dire come sia difficile leggere un incunabolo nel verso giusto, o come sia azzardato definire «attualissimo» un disegno d’epoca senza dare un’occhiata alla didascalia, andatevi a vedere una delle vignette schizzate da Giovanni Mosca per il Veglione dei giornalisti.
Il Veglione dei Giornalisti, una pubblicazione interna del Corriere della Sera (durò dal 1952 al 1961), usciva una volta l’anno, per carnevale, con contributi di cronisti d’ogni testata, su un tema specifico che sarebbe poi stato il tema di una vera e propria festa in maschera redazionale (riuscireste a immaginarvi una cosa simile al giorno d’oggi?). Comunque, per tornare a noi, la vignetta in questione mostra in primo piano un gruppo di giornalisti accampati che sbevazzano mentre dietro di loro, sullo sfondo, il cielo è solcato da missili. Facile pensare al cinismo di un gruppo di inviati occidentali «embedded» mentre alle loro spalle città e villaggi vengono bombardati senza scampo. Facile, ma sbagliato. I giornalisti non sono nelle retrovie di una guerra, ma sulla Luna, i missili malvagi sono in realtà benevoli razzi che atterrano sul satellite. Insomma, il tema del veglione, quell’anno, era l’appena cominciata conquista spaziale, e a essa i cronisti brindavano.
L’attualità di Giovanni Mosca, ad andare in giro per la mostra, è semmai nella sua profonda inattualità. Nell’esser radicata nel luogo comune e nel buon senso «immortali», nel moraleggiare sui vizi eterni del Paese (ecco un grosso volume, in copertina si legge: Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello, e sotto un cartello avvisa: «Proibito ai minori di 90 anni»), nell’immancabile elogio del tempo andato («Cent’anni di progresso italiano» e sotto, con relative faccine e freccette: «Da Manzoni a Moravia» e «da Cavour a Fanfani»).
Giovanni Mosca, romano, classe 1908, maestro elementare, diventa famoso col libro Ricordi di scuola (garbata epopea del maestro unico, che sia il «livre de chevet» della ministra Gelmini?) e con la rivista Bertoldo, che fonda nel 1936, chiamato da Angelo Rizzoli. Dal Bertoldo passarono tutti gli umoristi italiani, anche il feroce Guareschi tanto diverso nei modi - ma non nel modo di pensare - dal vellutato Mosca, che infatti, mentre l’altro finì al timone del Candido, andò a dirigere il Corriere dei Piccoli (onnipresente, collaborava anche al Corriere della Sera, al Corriere d’Informazione, alla Domenica del Corriere).
Di figli Giovanni Mosca ne ha avuti quattro, tutti maschi, e tutti tranne uno hanno fatto il suo mestiere: il giornalista. Anzi, pure il figlio Antonello, che ha fatto l’architetto, alla fin fine si può ben dire che sia anche lui un giornalista (già rubrichista d’architettura su Amica, ora scrive dell’arte sua sul Giornale, oltrettutto allargandosi un po’). Degli altri tre, Paolo, ex direttore della Domenica del Corriere, ex conduttore tv (Il cappello sulle ventitré), ora scrive libri, uno all’anno dal 1995, l’ultimo s’intitola Vivi tu x me, storia di una ragazza che gira per il mondo mentre il fidanzato muore. «Tornerà in tempo per rivedere la luce degli occhi del suo compagno prima delle foglie gialle d’autunno?», s’interroga uno slogan sul sito dello scrittore (a suo tempo iscritto alla P2). Del figlio Maurizio, «agent provocateur» di tante trasmissione televisive di calcio (con e senza Biscardi), non c’è chi non lo conosca. Del figlio Benedetto basti riferire che anche lui fu direttore, e di peso: guidò il popolarissimo Oggi. Tutti giornali Rizzoli, tutti connessi al Corriere. Ma allora, tutti raccomandati, i figli di Mosca? Speriamo di no, che sia solo una coincidenza. Sarebbe una contraddizione troppo grossa per uno che, in una delle vignette in mostra, fa dire da un professore a un collega: «Mi raccomando, questo qui interrogalo con un occhio di riguardo, è l’unico non raccomandato».
Si intitola «Giovanni Mosca. Dal Corriere al Corriere» la piccola mostra che la Fondazione Corriere della Sera dedica allo scrittore, giornalista e umorista, nel centenario della nascita (via Balzan 3, visite su prenotazione telefonando al numero 02-29532248). All’inaugurazione, ieri sera, è stato anche presentato il volume Giovanni Mosca. L’esordio al Corriere (1937) che raccoglie il carteggio con il direttore del giornale, Aldo Borelli

Altrosogno. Omaggio cinematografico ad Andrea Pazienza

Andrea Pazienza, il grande fumettista sambenedettese padre dei mitici personaggi Penthotal, Pompeo, Zanardi, sarà omaggiato dal festival del cinema breve CortoperScelta, venerdì 3 ottobre, presso il Centro d’Aggregazione Giovanile di Massignano (AP), a partire dalle ore 21.30. Una doverosa celebrazione del più importante artista piceno, a vent’anni dalla sua prematura scomparsa.
Sarà così proiettato Altrosogno realizzato da BAIKcinema e CortoperScelta, un breve ma intenso video che si ispira alla rara e bellissima tavola “Sogno” dove l’artista si raffigura a bordo di un moscone nel mare di un’onirica San Benedetto del Tronto, la sua città natale.


Ecco una brevissima anticipazione del video in fase di lavorazione.









Arriva la prima auto trasparente


Si chiama "Exasis". E' il primo prototipo di "auto trasparente". Realizzata in plastica hightech Makrolon, un brevetto registrato dalla tedesca Bayer MaterialScience. E' esposta alla Fiera di Santiago del Cile in questi giorni. Il costo del modello, dal disegn che ricorda un'auto di Formula 1 degli anni Trenta, si aggira sul milione e mezzo di dollari (poco più di un milione di euro).
L'unica cosa certa è che se la vede Wonder Woman se ne innamorà, anche se, come il jet invisibile, a cosa possa servire a una che è superveloce e può volare è piuttosto dubbio.







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