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giovedì 25 settembre 2008

Negli Usa esplode la polemica Babar è colonialista?

Babar è colonialista? Negli Stati Uniti è polemica sul famosissimo re elefante in abito verde, inventato nel 1931 da Jean de Brunhoff ed apparso per la prima volta nel «Primo libro di Babar», una storia basata su una fiaba che la moglie del pittore francese, Cecile, aveva inventato per i loro figli.
L’occasione per gettare un’ombra di apologia del colonialismo sul popolare personaggio di fantasia è la mostra in corso a New York, fino al 4 gennaio 2009, alla Morgan Library and Museum di New York dal titolo «Drawing Babar: early drafts and watercolors», che presenta 170 disegni originali del pachiderma con la bombetta di Jean de Brunhoff e le successive creazioni ad acquarelli di suo figlio Laurent. La mostra, curata da Christine Nelson, presenta la collezione di materiale di Babar acquisita nel 2004 dalla Morgan Library grazie alla donazione di Laurent de Brunhoff e dei suoi due fratelli.
Babar è considerato uno dei personaggi di fantasia più conosciuti al mondo: 8 milioni di libri venduti, oltre 30 mila pubblicazioni a tema in 17 lingue diverse, una serie tv di quasi 80 episodi trasmessa in 30 lingue in 150 paesi. Ma questi numeri che da soli indicano un successo, a parere di alcuni intellettuali americani, a cui ha dato voce anche la rivista «The New Yorker», non possono far dimenticare i giudizi politicamente e moralmente offensivi sottintesi da Jean de Brunhoff, come l’esaltazione del colonialismo francese di fine ’800. «Nei libri di Babar dietro l’allegoria c’è certamente il sogno coloniale delle grandi potenze», ha accusato il critico e drammaturgo Ariel Dorfman.
Il Babar emancipato che torna tra gli elefanti selvaggi e che come loro sovrano li costringe a indossare abiti e a vivere in una città sarebbe quindi il prototipo dell’imperialista convinto della propria missione civilizzatrice, che impone la cultura e il sistema francesi alle popolazioni coloniali, senza alcun rispetto per le tradizioni nè garanzie di parità di diritti e opportunità. È questo quello che pensa, ad esempio, il saggista Herbert Kohl, secondo il quale le storie di Babar sarebbero «una sinistra celebrazione» dell’immaginario coloniale. Per il critico Adam Gopnik la saga di Babar sarebbe «una cosciente commedia del sogno coloniale francese».

Milo Ventimiglia's Rest, online il numero 0 edito da Devil's Due

Milo Ventimiglia, uno dei protagonisti del fortunato telefilm Heroes, ha prodotto con il socio Russ Cundiff un fumetto edito dalla Devil’s Due Publishing di cui è uscito il numero 0 a luglio negli USA.
Rest, questo il titolo della serie, parte da una semplice domanda: e se esistesse una droga che ti permette di non addormentarti mai? Protagonista dell’albo è l’uomo qualunque John Barret che ne diviene dipendente e si troverà impigliato in una vicenda più grossa di lui. Se la premessa vi sfagiola lo potete leggere online qui.
Creatore della serie è Mike O’Sullivan, sceneggiatore della serie insieme a Mark Powers, mentre i disegni sono di Shawn McManus. Buona lettura!

Spiderman diventa un musical per Broadway con le musiche di Bono

Il prossimo anno la storia di Spiderman, tornata fra le più gettonate grazie alla saga cinematografica, andrà in scena a Broadway con un musical, onore che finora era capitato ad un solo altro supereroe: Superman. Ad annunciare la nuova impresa del supereroe di casa Marvel è stato il presidente della casa editrice, Davide Maisel.
Il progetto è già a buon punto e coinvolgerà artisti del calibro del cantante degli U2 Bono, che si occuperà del canzoni. Per la regia è stata chiamata Julia Tyamor, che già si era occupata del musical tratto da Il Re Leone.
Non si hanno notizie di chi farà parte del cast, ma la scelta sarà oculata visto che la Marvel lavora al progetto da ormai tre anni. Il tessiragnatele di quartiere è la punta di diamante della casa editrice che lo sfruttando a dovere: oltre al teatro, stanno per partire le riprese del quarto e quinto episodio della saga cinematografica, per cui Toby Maguire ha già firmato.

Hillary Clinton Female Force, la biografia a fumetti della signora Clinton

Dopo Barack Obama e John McCain anche Hilary Clinton potrà godersi la sua fetta di vignette con una biografia di 32 pagine a colori che verrà prodotta da Bluewater Production e arriverà negli USA il prossimo gennaio.
A scrivere l’albo sarà Neal Bailey e non si conosce ancora il nome del disegnatore. Geniale il titolo di questo albo che promette di far conoscere a tutti l’incredibile vita della ex first lady: Female Force. Il tocco da porno di settore fa sempre la sua figura.
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