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martedì 15 luglio 2008

"Hellboy" incendia il botteghino

Il medium protoplasmico Johann Krauss, creatura gassosa dal piglio autoritario capace di entrare con facilità nei corpi solidi; le fatine dei denti che, invece di portare spiccioli ai bambini secondo tradizione, diventano un temibile esercito di minimostri capaci di divorare esseri umani; i due principi gemelli, Nuada e Nuala, destinati a non separarsi mai anche se lui è violento e lei dolce. Nuovi personaggi e nuove avventure per l’agente segreto Hellboy, l’eroe del fumetto di Mike Mignola costretto a sventare piani per annientare l’umanità, mentre preferirebbe starsene tranquillo in compagnia dei suoi gatti ad ascoltare musica e svuotare lattine di birra. Il secondo capitolo della saga, The Golden Army, firmato dal visionario regista messicano Guillermo Del Toro, l’autore del Labirinto del fauno, si è subito piazzato al primo posto nelle classifiche Usa (in Italia esce domani). L’incasso, oltre 35 milioni di dollari, ha superato perfino Hancock con Will Smith: «Abbiamo tutti bisogno di mostri per sognare - osserva Del Toro - mi piacerebbe che il pubblico trovasse, dentro le storie di Hellboy, quelli che preferisce».
Pelle rosso fuoco, coda lunga e guizzante, corna mozzate sulla fronte, Hellboy (Ron Perlman) è il classico brutto che piace. Oddio, magari un po’ vistoso, dotato di una vaga somiglianza con il regista Abel Ferrara, ma certo perfetto per ribadire il messaggio della diversità da accettare: «Hellboy non è il solito supereroe - dice il produttore Mike Richardson -. È una persona che somiglia molto a un diavolo, ma si rade e si spunta le corna per cercare di sembrare il più umano possibile, è un eroe colletto-blu che vuole essere solo uno di noi». Del Toro lo vede come «un operaio, idraulico o elettricista, uno che arriva con la sua scatola di attrezzi, chiede dov’è la perdita e si mette a ripararla. Come investigatore è stanco, disilluso, la sua tecnica preferita è ridurre i colpevoli in poltiglia».
In amore Hellboy soffre, si commuove, è felice o infelice, come accade a tutti. L’unica differenza è che Liz (Selma Blair), l’oggetto delle sue attenzioni, ha il dono di trasformarsi in fuoco e di lanciare, se si sente in pericolo, scariche di fiamme contro i nemici: «Il bello di queste storie - commenta Del Toro - è che, in un universo irriconoscibile, si sviluppano riconoscibilissime emozioni umane».
Esempi? Prima di tutto Abe Sapien (Doug Jones), elegante essere acquatico, un po’ polipo un po’ robot, appassionato di musica e buone letture, che nel nuovo film s’invaghisce dell’eterea principessa Nuala e, senza perdere l’aplomb da gentiluomo, fa di tutto per salvarla dall’influenza nefasta del fratello gemello: «Abe è mezzo pesce e mezzo mammifero, possiede, un po’ come i delfini, un unico lobo frontale e questo può ricevere e trasmettere informazioni e immagini. Diciamo che, in termini di sapienza occulta, Abe è l’intellettuale del gruppo». Tutti i personaggi si muovono tra due mondi, normale e soprannaturale, ma anche incubo e sogno. Un doppio binario immaginato secondo il personalissimo stile dell’autore che fa sempre precedere alla realizzazione delle sue pellicole un lavoro lungo e meticoloso fatto di schizzi e disegni: «Hellboy è un bravo ragazzo, un vero lavoratore, profondamente attaccato alla sua famiglia di mostri, mi identifico con lui. Il senso della sua vicenda è nello scontro tra educazione e natura, un tema che fa riflettere».

Garth Ennis su Judge Dredd per una nuova serie regolare

A volte ritornano, così si dice, e questo vale anche per uno dei classici personaggi dei fumetti. Sabato alla WW di Chicago, Dynamite Entertainment ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la casa editrice inglese Rebellion per realizzare e pubblicare una serie originale pensata per un pubblico americano.
Per evitare di snaturare il personaggio e raggiungere comunque una vasta platea, la casa editrice di Red Sonja e The Boys ha intenzione di affidarsi a due sceneggiatori che hanno decisamente confidenza con il popolarissimo personaggio inglese: John Wagner, creatore del Giudice e Garth Ennis, che ne ha scritto diverse storie nel corso della sua carriera (come Judgement Day).
L’idea di Nick Barucci, presidente della Dynamite, è di avere Wagner come sceneggiatore ed Ennis come consulente per consigliare al collega come avere appeal sui lettori statunitensi.
Dynamite ristamperà inoltre le storie che hanno reso Judge Dredd un’icona del fumetto popolare brittanico.
La nuova serie dovrebbe partire tra l’inizio e la metà del nuovo anno; ancora non sono stati annunciati gli artisti degli interni, mentre per le cover si sono fatti i nomi di Brian Bolland e Alex Ross.
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