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domenica 6 luglio 2008

Gillian Anderson parla di Dana Scully

Il 25 luglio uscirà negli Stati Uniti The X-Files: I Want To Believe (in Italia è previsto per il 5 settembre e con il titolo The X-Files: voglio crederci). Interpreti principali saranno ancora David Duchovny e Gillian Anderson, mentre la regia sarà, naturalmente, di Chris Carter, che ha sceneggiato il film insieme a Frank Spotniz.
Non si sa moltissimo, se non che sarà ambientato sei anni dopo la serie e che, pur rispettando gli eventi accaduti nei telefilm, sarà slegato da essi a livello di trama.
La rivista inglese SFX ha intervistato i protagonisti e messo online una parte della chiacchierata che ha fatto con la Anderson.
Nel riprendere il ruolo che l’ha resa famosa Gillian Anderson ritiene importante non aver dovuto cambiare il personaggio di Dana Scully, ma solo riprenderlo. Il pubblico ha bisogno di ritrovare una Scully riconoscibile, uguale a quella a cui era abituato. Quello che varia è la sua maturità, il fatto che è trascorso del tempo tra la serie e il giorno d’oggi. Secondo lei Dana Scully è servita anche da modello per gli spettatori, soprattutto per le donne, con la sua determinazione, la sua intelligenza e la sua forza di carattere. Nuove generazioni scoprono la serie con le repliche e i fan che scrivono a volte sono delle nonne e a volte hanno solo pochi anni.
Alla domanda se girerebbe un'altra serie di X-Files, dopo questo film, la Anderson ha risposto che non bisogna mai tirarsi indietro per principio, dato che le cose cambiano con il tempo, anche se dovrebbe trattarsi di qualcosa di importante, in grado di giustificare la grande quantità di tempo necessaria e il fatto di spostarsi di nuovo a Los Angeles, dove presumibilmente verrebbero fatte le riprese. Spera comunque di non rimanere confinata nel ruolo di Scully, anche se in un certo senso ammette di esserlo. Sa che i produttori riconoscono le sue doti di recitazione e ha tutte le intenzioni di continuare a sfidare sé stessa e chi invece vuole tenerla confinata in un solo ruolo.
Qualche anno fa ha preso parte ad una nuova versione di Bleak House per la BBC [sceneggiato tratto dal libro di Charles Dickens intitolato Casa Desolata in italiano] e non le dispiacerebbe ripetere un’esperienza simile, anche se per lei rimane importante la qualità, oltre che il poter diversificare i suoi ruoli. Il suo prossimo film, invece, sarà The Smell of Apples, ambientato negli anni ’70 in Sud Africa, in pieno regime di apartheid.

Il manga di Taniguchi secondo Sam Garbarski

Sam Garbarski, che con "Irina Palm" ha conquistato tutti i maggiori premi italiani della stagione, inizierà fra le montagne di Nantua, in Francia, le riprese di "Quartier lointain", un film tratto dal manga "In una lontana città..." di Jiro Taniguchi.
"Non ci sono quelle immagini violente che vengono in mente quando si pensa ai manga - ha spiegato il regista -. La storia è bellissima, poetica. Il protagonista è un cinquantenne, che un giorno si ritrova nei panni di se stesso quattordicenne, nel periodo in cui il padre stava lasciando sua madre.
Il ragazzo rivive così alcuni momenti della sua vita, ma con la sua esperienza di uomo adulto. Il cast sarà quasi esclusivamente francese. In questi giorni stiamo scegliendo i protagonisti".

300 presto il sequel sia su carta che su pellicola

Il sequel di "300" al nastro di partenza. Frank Miller sta infatti realizzando la graphic novel sulla quale si baserà il film, che dovrebbe essere diretto ancora una volta da Zack Snyder.
Non è chiaro se si tratti di un prequel o di uno spin-off dato che la maggior parte dei personaggi, incluso il Leonida interpretato da Gerard Butler, erano morti nel primo. Il progetto verrà sviluppato dalla Legendary Pictures per la Warner Bros.
"L'universo di Frank Miller che Snyder ha portato sul grande schermo con 300 non si era mai visto al cinema -ha detto Thoma Tull, boss della Legendary- prima però di procedere con la realizzazione del sequel vogliamo essere sicuri che la nuova storia realizzata da Miller sia all'altezza della precedente".

L’odissea di Shamo: disegnatore e sceneggiatore ai ferri corti.

Continuano i problemi per Shamo, manga edito in Italia da Planet Manga. Prima ci sono stati i problemi tra la casa editrice italiana e quella giapponese, causando la sospensione della pubblicazione al 19° volume in quanto la Planet Manga non ha firmato alcun contratto con la casa editrice Kodansha, più vicina alla Star Comics, che ha preso in mano la serie dal volumetto n.20, mentre precedentemente era pubblicato su Manga Action Magazine dalla Futabasha.
Ora la polemica si infiamma anche in patria, dove il disegnatore Akio Tanaka ha denunciato lo sceneggiatore Izo Hashimoto per essersi ritenuto il vero ideatore della serie e dei personaggi, chiedendogli un risarcimento di 150 milioni di yen.
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