HOME BLOG FUMETTI CHARACTERS ARTICOLI REGOLE CONTATTI LINK RICERCHE MERCHANDISING

venerdì 6 giugno 2008

La Produzione del film dell'Incredibile Hulk

Quando decisero di fare un nuovo film sul personaggio più famoso e più “verde” della Marvel Comics, la Marvel e la Universal mirarono soprattutto a realizzare i sogni della gente, regalandole le scene d’azione più trepidanti del franchise sul Super Eroe. Fortuna vuole che la Marvel potesse trarre ispirazione dalle storie apparentemente infinite di quell’universo fantastico che i suoi scrittori e i suoi disegnatori avevano immaginato per anni. Hulk aveva compiuto quasi ogni genere di azione dai suoi inizi nei primi anni ’60—si era unito agli Avengers (agenti speciali) e ai Defenders, intraprendendo una battaglia contro X-men, era diventato uno dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse allo scopo di sposarsi, aveva ricevuto il perdono del presidente ed era stato scaraventato nel sottospazio dagli Illuminati. Era arrivato il momento di ritrovare le sue radici di eroe e di ridare ai fan l’Hulk che avevano sempre sognato—colui che annienterà i farabutti e salverà il mondo.
Con questo capitolo dell’INCREDIBILE Hulk, la Marvel mira a rievocare le vicende vissute dalla coppia Bill Bixby e Lou Ferrigno nell’omonimo spettacolo della fine degli anni ’70, primi anni ‘80. La casa di produzione sa perfettamente che i disperati tentativi di Banner il fuggiasco di liberarsi della bestia che è in lui, echeggiano tra i fan.
Quando Banner utilizza i poteri del suo alter ego per difendere Gli Innocenti che incontra nel suo viaggio di redenzione si trasforma, suo malgrado, in un eroe. E durante la sua fuga dalla macchina militare che tenta di sfruttare i suoi poteri, Banner è costretto a fare i conti con la parte più oscura della sua personalità. …e ad agire per il bene, sfruttando la forza della creatura che ha ha preso possesso di una parte di lui. Questo aspetto verrà rimarcato da Bixby e da Ferrigno ad ogni edizione di qualunque stagione televisiva e diventerà il tema principale della storia di Hulk e di ogni sua reiterazione.
Hulk è una delle gemme dell’universo Marvel e siamo entusiasti di riportarlo sul grande schermo. L’INCREDIBILE Hulk intende rievocare tutti quegli aspetti che hanno reso questo personaggio l’eroe più amato degli ultimi cinquanta anni, tornando alle origini delle lunghe serie comiche e degli show televisivi”, afferma David Maisel, direttore della Marvel e produttore esecutivo del film.
Il produttore e presidente della Marvel Studios, Kevin Feige, ammette che la sua passione per il progetto è condizionata dall’affetto che provava per Hulk quando era ancora un bambino; e in particolare, per il fascino che gli suscitava la dualità di Banner. “L’universo della Marvel comprende più di 5.000 personaggi, tutti eroi pieni di difetti e di virtù. Ed è proprio questa la dinamica che li rende particolarmente attraenti e interessanti agli occhi di generazioni e generazioni. Non sono personaggi unidimensionali ma eroi pieni di intensità e complessità e l’intricato rapporto tra Bruce Banner e Hulk è di sicuro uno dei più intensi”, afferma Feige.
Gale Anne Hurd, produttrice di colossal cinematografici – e vere e proprie pietre miliari del cinema – come i film d’azione Aliens, Abyss e la trilogia di Terminator, concorda con l’affermazione di Feige. “Una delle cose che ho sempre amato di Hulk è che, pur essendo un eroe, non si comporta da vero e proprio Super Eroe, nel modo in cui il termine viene associato ad altri personaggi della Marvel che combattono contro il crimine” afferma la Hurd. “Banner non è il classico personaggio che indossa una maschera e si lancia a salvare il mondo. Infatti, è persino raro che riesca a stabilire quando restare Banner e quando trasformarsi in Hulk”.
Non sa che farsene di tutto quel potere ma, alla fine, ne afferra il potenziale trasformando la sua maledizione in atti di eroismo”, continua la Hurd. “E per questo che il pubblico si sente tanto vicino a questo personaggio. C’è una parte di noi che vorrebbe solo mollare la presa, lasciando che qualcuno o qualcosa più forte di noi risolva le situazioni che talvolta ci affliggono. Ognuno di noi ha un piccolo Hulk dentro di sé. Questo film parla di come abbracciare quella parte di noi stessi”.
I dirigenti e i produttori della Marvel erano determinati a raccontare una storia nella quale Banner imparasse a cimentarsi con la parte eroica della creatura che viveva dentro di sé. Nella storia originale dell“uomo più forte di tutti i tempi” descritta da Lee e Kirby, invece, Banner non si era mai imposto di diventare un eroe; al contrario, il Banner di Lee e di Kirby era un semplice ma brillante ricercatore il cui unico desiderio era vivere una vita tranquilla fatta di ipotesi complicate. Spiega Stan Lee: “Banner faceva di tutto per non essere Hulk. Il suo unico desiderio era infilarsi in un laboratorio e restarvici, da solo, per tutto il tempo necessario a trovare la cura alla sua malattia. Un sogno che, pur essendo uno scienziato, non riuscì mai ad esaudire. Succedeva sempre qualcosa”. O meglio, erano i “cattivi ragazzi” a fare succedere qualcosa.
Secondo Feige, “La frase chiave del film è ‘Hulk è un Eroe’. I lati più oscuri e angosciosi di Hulk sono già stati esplorati in altri film. Questa volta, desideriamo parlare di come attingere al potere che abbiamo dentro di noi, qualcosa più forte di noi stessi che, se gestito nel modo giusto, dalla persona giusta, può essere usato per affermare il bene. E’ un concetto universale nonché una delle ragioni che hanno reso Hulk il personaggio più famoso di tutti i tempi”.
Per portare sul grande schermo il nuovo capitolo della saga di Bruce Banner e del suo alter ego dalla pelle verdastra, i produttori si misero subito alla ricerca di un regista che avesse la loro stessa visione del film, vale a dire, dare al franchise un nuovo orientamento. La ricerca terminò nel momento stesso in cui incontrarono il regista francese Louis Leterrier, già noto per i film d’azione che avevano lanciato la carriera della star internazionale Jason Statham, protagonista di Transporter, Transporter 2 e Unleashed, film sulle arti marziali che riscosse grande successo di critica con Jet Li, Bob Hoskins e Morgan Freeman. Fu subito chiaro, sin dal primo incontro con l’instancabile Leterrier, che nel fargli dirigere L’INCREDIBILE Hulk avevano fatto la scelta più corroborante e ispirata che potessero fare.
Capimmo subito che Louis era un vero talento”, afferma la Hurd. “Era chiaro, guardando i suoi film, che avesse una straordinaria propensione per le scene d’azione e che fosse un asso con la macchina da presa. Ma quando lo incontrammo, capimmo anche che condivideva la nostra stessa passione per il genere: Louis amava veramente quei personaggi”.
Louis aveva un entusiasmo sfrenato, lo stesso che ti piacerebbe riscontrare in ogni regista. Sa come rendere la comicità, l’emozione, l’eroismo e tutte le altre cose di cui parla il film”, afferma Feige. “Ci espose subito il suo punto di vista su come realizzare il film. Eravamo entusiasti delle sue idee, dei concetti descritti nelle prime bozze, del suo orientamento concettuale. E’ uno straordinario visualista, uno che capisce l’importanza di abbinare un buon soggetto a incredibili scene d’azione e di comicità. Ovunque passi, Hulk crea azione e caos e Louis ha capito perfettamente cosa intendiamo dire quando diciamo ‘Hulk spacca!’”
Louis conosce molto bene il personaggio di Hulk e il tradizionale contesto in cui si muove”, aggiunge il produttore Avi Arad. “E da buon francese – dice lui – ha anche una naturale propensione per le storie d’amore!”.
Leterrier, che è cresciuto a Parigi dove non sempre era possibile trovare i fumetti della Marvel, afferma di avere iniziato ad amare il personaggio di Hulk sin dalle prime serie televisive degli anni ’70. “Essendo francese, non leggevo molto i fumetti per bambini soprattutto perché i giornaletti che giravano a quei tempi erano essenzialmente francesi o belga”, afferma Leterrier. “Ma gli show televisivi imperversavano anche in Francia ed è grazie a quegli show se ho tanti ricordi del personaggio di Hulk”.
Come tutti i fan di Hulk, anche Leterrier era affascinato dal vigore delle scene d’azione della serie; ma a colpirlo particolarmente ereano state le scene in cui Bill Bixby esibiva il suo conflitto interiore e i dilemmi legati alla forza bruta che gli cresceva dentro. “Il ritratto di Bixby di quel personaggio era terribilmente amabile ed emozionante, soprattutto quando si prodigava per aiutare gli altri e cercava di reinventarsi una nuova vita ad ogni episodio. Tuttavia, appena provava a gettare le fondamenta di una nuova esistenza, quelle fondamenta si rompevano con l’arrivo di Hulk”, osserva il regista.
Per lo stesso motivo per cui si era sentito attratto dai suoi precedenti film, Leterrier ammette di non amare i personaggi stereotipati: “Bruce Banner è un antieroe, uno che non vorrebbe avere il potere che ha., ma sa anche di non potersene liberare perché, se se ne libera, qualcuno ne trarrà beneficio e lo sfrutterà per affermare il male. E’ questo il percorso del nostro personaggio: un complesso e completo percorso di accettazione. Ognuno di noi cova un po’ di rabbia dentro di sé, solo che alcuni riescono a controllarla meglio di altri. Banner, ad esempio, capisce che può essere trasformata in coraggio”.
Dato che la trama originale del film era già stata raccontata da altri registi, Leterrier decide di introdurre il personaggio di Banner a metà della sua storia, saltando la parte in cui viene inondato dalle radiazioni gamma e scopre di avere dei poteri. E’ anche molto entusiasta di potere utilizzare le recenti scoperte tecnologiche che lo aiuteranno a raccontare la storia: “Avere la possibilità di raccontare questa storia usando le più recenti scoperte tecnologiche è davvero straordinario”, aggiunge il regista. “Inoltre, Hulk ha un’enorme tradizione alle spalle e avrò molto materiale da cui trarre ispirazione. Abbiamo a che fare con una storia bellissima, una storia ricca di azione, di emozione, di eccitazione tutti elementi che la gente associa direttamente al personaggio di Hulk. Il nostro Hulk è sicuramente un eroe; il nostro Hulk spacca davvero!”.
Quando arrivò il momento di formare il cast de L’INCREDIBILE Hulk, Leterrier e i produttori si misero alla ricerca di una troupe di attori capaci di dare l’energia necessaria a un film d’azione per l’estate, senza tralasciare l’aspetto interpretativo. “Gli spettatori di oggi sono molto esigenti”, afferma la produttrice Anne Hurd. “Non basta presentare grandi personaggi in CGI o straordinari effetti visivi. Servono storie forti, personaggi curati nei minimi particolari, e un percorso che val la pena raccontare. Avevamo accumulato una grande quantità di materiale durante gli anni di lavorazione de “L’Incredibile Hulk” e, di conseguenza, anche molte fonti da cui trarre ispirazione; ma, ovviamente, dovevamo fare una cernita di quel materiale e tirarne fuori la storia più straordinaria possibile nonché gli interpreti più bravi a rappresentarla”.
Per presentare il nuovo capitolo della saga di Hulk, il team si mise subito alla ricerca di un interprete che oltre a rappresentare l’intelligenza brillante e l’oscuro conflitto interiore dello scienziato Bruce Banner capisse a fondo l’universo di Hulk e apportasse la sua creatività durante tutta la lavorazione del film. La ricerca terminò nel momento stesso in cui i produttori incontrarono Edward Norton, attore che aveva già ricevuto due nomination agli Academy Award®.
Bruce Banner è un personaggio molto complicato e, di conseguenza, anche il ruolo che doveva assumere il suo interprete era molto complesso”, osserva il produttore Feige. “La posta in gioco aumentò automaticamente nel momento stesso in cui Edward accettò l’offerta. Sapevamo che avrebbe dato nuova linfa al nostro personaggio. E’ uno degli attori più esaltanti della sua generazione. Ha un talento straordinario, una grande capacità di trasformazione che lo rende perfetto per il ruolo di Bruce Banner e del suo alter ego Hulk”.
Norton prese molto seriamente il ruolo di uno dei Super Eroi più amati del mondo. La storia di Banner/Hulk lo aveva entusiasmato sin dai tempi dell’infanzia. “Bruce Banner gioca tiri mancini alle forze segrete e ne resta scottato finendo con l’isolarsi, l’esiliarsi in un’esistenza malinconica”, osserva l’attore. “Credo che la gente si senta vicina al ragazzo onesto e solitario della storia, colui che preferisce isolarsi pur di proteggere il mondo dall’essere mostruoso che gli cresce dentro. Amano la storia del ragazzo oppresso, perseguitato, assillato che impara a difendersi da chiunque tenti di esercitare un’eccessiva pressione su di lui”.
E’ esattamente questo il tipo di fantasia che sviluppano molti adolescenti,” continua Norton. “Si sentono soli, estranei al mondo che li circonda e fantasticano di possedere qualcosa che li aiuti a risollevarsi e a difendersi da coloro che cercano di esercitare pressione su di loro. Questo incide fortemente sul modo di viversi la propria adolescenza; in realtà, comincia tutto da lì”.
Accettando la nostra offerta, Edward ci ha messo in condizioni non solo di sfruttare le sue eccellenti doti interpretative ma anche la straordinaria sensibilità che caratterizza i personaggi che ha interpretato e per i quali è stato nominato all’Oscar®, per non parlare della sua grande capacità di approfondire e di amare il personaggio e le storie che lo riguardano. Edward non è una persona unidimensionale. Non ama ciò che appare in superficie, ama andare a fondo nelle cose e provare sensazioni fuori dal comune. E un personaggio esuberante come Hulk e un farabutto straripante come L’Abominevole gli forniscono una tela straordinaria su cui lavorare”, afferma la Hurd.
Fortunatamente, anche il regista la pensa come lei: “Edward interpreta perfettamente il ruolo del ragazzo in lotta con l’esercito, con se stesso e con i suoi sentimenti. Sa come rendere la profonda tristezza e l’intelligenza del personaggio senza porre eccessiva enfasi sull’aspetto interpretativo. E’ stato importante trovare un attore la cui interiorità era in sintonia con la personalità di Bruce Banner. Hulk, invece, rappresenta il suo aspetto esteriore, il suo Io primitivo. Senza Banner e senza le straordinarie capacità creative del regista – sia durante la produzione che durante la post-produzione del film – non avremmo mai ottenuto l’Hulk che cercavamo”.
Norton ricambia i complimenti affermando di non vedere l’ora di iniziare a collaborare con loro: “Quando parlai con Louis del progetto, capii che avevamo gli stessi gusti. I suoi punti di riferimento erano film come Alien e altri film non particolarmente brillanti e patinati—in qualche modo sabbiosi. Mi parlò dell’uso della macchina da presa a mano e su come “sporcare” l’effetto visivo. Intendeva dire, che invece di dare al film un’immagine composta, preferiva creare situazioni confuse simili a quelle dei film horror. La cosa mi piaceva molto”.
Una delle parti che ha fatto tanto amare la saga di Hulk ai suoi fan è quella sulla storia d’amore tra Banner e Betty Ross, brillante biologa ed ex studentezza di Banner ad Harvard, nonché sua fidanzata (e moglie in alcuni capitoli della serie). E’ la stroria drammatica del loro amore—il fatto che siano destinati a separarsi finché lui non trova una cura—che rende il dolore di Banner tanto insopportabile. L’amore di Betty e la sua empatia per Bruce non hanno mai vacillato e, sebbene il loro rapporto sia alquanto intricato, i legame che si crea tra i due consente alla ragazza di riscontrare dell’umanità anche nell’alter ego verde che vive nel corpo dell’uomo che ama.
Secondo Leterrier, l’empatia di Betty è paragonabile alla decisione di Bruce di cadere nelle mani della sua nemesi, il Generale Thaddeus “Fulmine” Ross, padre di Betty. Dice Leterrier, “Banner non sarebbe mai ricaduto tra le grinfie di Ross se non fosse stato per l’amore che nutre per Betty e per gli errori che ha commesso per lei; è una dinamica che amo molto”.
A interpretare il ruolo chiave di Betty, i produttori hanno voluto Liv Tyler, attrice molto amata sin dai tempi della memorabile interpretazione di Arwen, principessa degli elfi, in uno degli episodi della trilogia epica di Peter Jackson Il signore degli anelli. “Liv non è solo una bellezza classica ma ha anche un innegabile talento”, commenta Feige. “I suoi ruoli in colossal come Il signore degli anelli e in film amati dalle case di produzione indipendenti come Io ballo da sola l’hanno aiutata a sviluppare una miscela unica di generi, che vanno da quello drammatico a quello d’azione e d’avventura, e che si adattano perfettamente al ruolo di Betty Ross”.
Avevamo bisogno di qualcuno che sapesse dare forza al personaggio, qualcuno in grado di apportargli il giusto mix di intelligenza e di forza”, aggiunge la Hurd, che aveva incontrato l’attrice negli anni ’90 durante la lavorazione del colossal Armageddon. “Il suo è un personaggio impavido e allo stesso tempo vulnerabile e Liv è perfetta per questo genere di cose: è intelligente, disponibile e bella, in poche parole, l’incarnazione perfetta del nostro personaggio”.
Quel che la Tyler non sapeva è che il suo ruolo richiedeva notevoli sforzi fisici, specialmente quando si trattava di lottare contro la creatura di 2,70m di altezza inserita nel film attraverso la tecnologia CGI. In ogni modo, l’attrice ha dimostrato di sapere accettare la sfida. “In realtà non l’ho fatto neanche ne Il signore degli anelli. Reagivo a cose che non erano lì senza necessariamente interagire con ciò che non c’era. Non è mai accaduto che qualcuno mi trascinasse via con la forza”, racconta ridendo la Tyler.
Una volta trovati gli interpreti degli sventurati amanti, Leterrier e i produttori si misero alla ricerca di un attore che interpretasse il ruolo dell’uomo che aveva dedicato la propria vita alla cattura di Hulk, il Generale “Thunderbolt” Ross. “Una volta scritturati Edward e Liv, dovevamo trovare il padre di Liv”, afferma Leterrier. “Considerando la bellezza e l’altezza della Tyler, il Generale non poteva certo essere né basso né grasso. Al contrario, ci serviva una “montagna” di generale, simile al “Fulmine” Ross descritto nel fumetto, un uomo dall’aria possente e vagamente inquietante. Volevo una persona speciale, qualcuno che il pubblico non avesse mai visto in quel genere di ruolo”. Il vincitore di Oscar® William Hurt sembrava la scelta ideale.
Da grande ammiratore dei fumetti di Hulk, Hurt accettò con entusiasmo il ruolo di Ross. “Mi commuovevo sempre leggendo i fumetti di Hulk”, ricorda l’attore. “Ci credevo, non c’è dubbio. Ecco perché ho accettato di fare il film. Mio figlio, poi, è persino più appassionato di me: sa tutto ciò che si può sapere sulla serie. Abbiamo passato ore a parlare dell’evoluzione di Ross e del rapporto tra Betty e Banner.
“Il generale Ross è un uomo molto indeciso
,” dice continuando. “E’ combattuto tra l’amore per la figlia e il senso di fedeltà per il Paese. Ed è ossessionato dall’idea di catturare Bruce Banner e il suo alter ego”. Una fissazione, spiega Hurt, che lo porta addirittura a mettere in pericolo la vita della figlia. “Ross iniza a non capire più ciò che sta facendo, e perché lo fa. Finisce con l’ignorare il suo primordiale istinto paterno e alla fine prova una forte umiliazione nel constatare che è proprio la “cosa” che più odia al mondo a salvare la vita di sua figlia. E’ un momento molto emozionante”.
Ogni eroe buono ha una sua controparte malefica e, se Banner ha il Generale Ross, l’alter ego di Banner, cioè Hulk, deve essere persino più mostruoso dello stesso Ross—soprattutto se intende lottare contro un mostro dalle dimensioni di Hulk. Ne L’INCREDIBILE Hulk, Hulk si ritrova a lottare contro il più formidabile di tutti gli avversari della serie. Il Generale Ross – che rappresenta probabilmente la più grande nemesi di Banner – infatti, non è il solo a volere distruggere l’Hulk—anche L’Abominevole lo ha preso di punta.
Dice Feige: “La prima volta che rincontriamo Banner, capiamo che ha passato gli ultimi cinque anni fuggendo e cercando una cura per combattere la cosa mostruosa che vive dentro il suo corpo. Si sente un eroe proprio per le scelte che ha fatto—fuggire, vivere nell’ombra, lontano da coloro che ama e da coloro che vogliono sfruttare il suo potere a scopi malefici. E’ solo quando si ricongiunge con l’amore della sua vita, quando rincontra i suoi vecchi nemici e un nuovo potente avversario che capisce che il mostro che vive dentro di lui è anch’egli un eroe”.
I produttori scritturano l’attore inglese Tim Roth nel ruolo di Emil Blonsky, un soldato dei servizi speciali con bramosie di potere e di gloria. Blonsky propone al Generale Ross di farsi contaminare dalle stesse radiazioni gamma che avevano causato la metamorfosi di Banner e, alla fine, si trasforma ne L’Abominevole: un nemico che sovrasterà Hulk sia in termini di potere che di temperamento. La graduale metamorfosi del soldato nell’abominevole creatura avviene attraverso due procedure diverse. La prima con una serie di iniezioni di siero di Super Soldati che gli viene data dal Generale Ross, e attraverso la quale inizia a trasformarsi nella macchina militare. La seconda ed ultima trasformazione è il risultato di una trasfusione del sangue di Bruce Banner resa possibile dall’immorale Dottor Sterns.
Ma mentre Hulk, nel momento stesso in cui diminuisce l’adrenalina che gli scorre nelle vene può tornare ad essere Banner, L’Abominevole, una volta iniettato il potente siero, non può più tornare ad essere Blonsky. Il suo organismo reagisce alle radiazioni trasformandolo in una creatura mostruosa dotata di poteri persino più malefici di quelli di Hulk, la cui spina dorsale e le cui ossa (che usa per trafiggere i suoi nemici) sporgono all’esterno del corpo generando un mutante dalla pelle verde chiara e dai colori riflettenti.
Emil Blonsky, suggerisce il produttore Avi Arad, è l’antagonista perfetto: “Chiunque voglia diventare un farabutto, diventerà un farabutto. Quel che accade a Blonsky non è casuale; è lui che lo fa accadere. Osserva i poteri di Hulk e li vuole, li prende. Considera Hulk una sfida personale. E’ come il fucile più veloce del West—se ammazzi quel tizio diventi più cattivo di lui. E’ questo l’obiettivo di Blonsky, e non si fermerà davanti a nulla pur di perseguire il suo scopo”.
Blonsky è un uomo d’azione che non ha paura di niente” afferma Roth. “Ha già visto tutto; è stanco e a un certo punto vede Hulk. Capisce che c’è un gioco nuovo da giocare e non vuole perdersi l’opportunità di partecipare alla gara. Vuole possedere il potere”.
Roth paragona la sete di potere di Blonsky a una dipendenza. “Sa di potere fare una nuova avventura e rischia il tutto per tutto pur di poterla vivere. E’ alla ricerca di sensazioni forti che gli trasmettano euforia”, spiega l’attore. “In un primo momento, assume solo delle piccole dosi di siero, ma poi, appena capisce che il liquido gli consente di usare il suo corpo come non aveva mai fatto prima, decide di fare il grande salto: ‘Basta una dose sufficiente di siero per correre molto più velocemente; diventerò più possente, più forte, più intelligente…ne voglio di più’”.
La situazione in cui si trova Bruce Banner ha complicato non poco i rapporti sentimentali con Betty Ross. Sono passati cinque anni dall’ultimo incontro con Banner e Betty è decisa a lasciarsi il passato dietro le spalle. L’uomo che tenta di conquistarsi le attenzioni di Betty è il collega Leonard (in una delle tante descrizioni rilasciate ai fan riguardo al nuovo INCREDIBILE Hulk, questo personaggio viene indicato come l’ignominioso psichiatra che tenta di curare Banner e di salvare la vita di Betty [dopo lo sfortunato scontro tra la ragazza e Sandman, l’arcinemesi dell’Uomo Ragno]. La sua immersione nelle radiazioni gamma lo trasformerà infine nel Dottor Samson, 172 chili di peso e 1,85m di altezza. Ma questa è un’altra storia…)
Leterrier sapeva che la persona che avrebbe lottato contro Banner per ricevere le attenzioni di Betty doveva essere “leggermente più anziano di Banner e suscitargli un rispetto reverenziale”. Dice il regista parlando di Leonard, “E’ proprio questo il problema; Banner è un ragazzo sorprendente. E’ un grande dottore, è bello, è divertente. Non era facile trovare qualcuno con le sue qualità”.
La ricerca terminò quando Norton propose ai produttori e a Leterrier di incontrare l’attore Ty Burrell, con il quale aveva lavorato nel 2003 durante la messa in scena di Burn This, la commedia off Broadway di Lanford Wilson. Ricordando la sua conversazione con Norton, Leterrier afferma ridendo, “Gli dissi, ‘Aspetta un momento. Ty Burrell, non era lo scemo dell’Alba dei morti viventi?’ Ma quando lo incontrai fu estremamente simpatico e affascinante. Gli dissi, ‘Tu sei Leonard. Tu e Banner potreste interagire molto bene; lo consoci bene’”.
La ricerca di Banner di una cura che gli permetta di ricongiungersi con il mondo esterno è al centro della storia de L’INCREDIBILE Hulk. Tim Blake Nelson viene scelto per interpretare il ruolo del Professor Samuel Sterns, un biologo molecolare che ha la chiave per porre fine alla ricerca di Banner (e, secondo la tradizione Marvel, colui che si trasformerà nel diabolico Leader dalla testa enorme e che diventerà il futuro nemico di Hulk). Sterns e Banner sono sempre rimasti in contatto nel lungo periodo di esilio di Banner. Pur non avendolo mai incontrato, Banner è convinto che Stern e le sue ricerche siano in grado di garantirgli un antidoto contro la sua malattia. Quel che Banner non sa è che Sterns, in realtà, ambisce solo a creare altre versioni del fisico infettato dalle radiazioni gamma. Ed ecco che gli spettatori si trovano ancora una volta a rispondere alla cruciale domanda: chi sono i veri mostri?
Sterns è un tipo brillante, ma anche profondamente immorale”, spiega Nelson. “Credo che sia proprio questo a piacere tanto dei personaggi di L’INCREDIBILE Hulk, il fatto di dover esplorare la loro identità, la loro parte oscura, quella che si manifesta come una sorta di mostruosità. Non credo che Sterns si consideri un farabutto. Il fatto di essere una persona brillante, di essere assolutamente convinto della propria intelligenza lo pone al di sopra di qualunque infamante moralismo. Finché riuscirà a fare nuove scoperte, ad aprire nuovi orizzonti, continuerà a pensare che la sua vita val la pena di essere vissuta. Non si preoccupa di capire ciò che è bene e ciò che è male. E’ un genere di personaggio che amo molto”.
Una volta completato il cast e assicurati i camei sia per il creatore di Hulk che per il culturista – eternamente associato al personaggio – bisognava iniziare a costruire la creatura metà uomo e metà bestia…e il mondo che avrebbe tentato di salvare.

The First Avengers: Captain America - Nuove indiscrazioni sul film

Arrivano altre notizie dal film su Capitan America, che verrà intitolato The First Avengers: Captain America. Il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, ha rilevato che il film sarà ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e che Capitan America dovrà vedersela contro i Nazisti e contro il suo arcinemico, il Teschio Rosso. Il legame tra questo film e quello dei Vendicatori sarà molto forte, infatti la scena finale di The First Avengers: Captain America dovrebbe ricollegarsi alla scena iniziale dei The Avengers. Feige ha aggiungo che il casting inizierà presto e che Matthew McConaughey non è in trattative per il ruolo. Inoltre ha concluso dicendo che:"Ogni film Marvel starà in piedi per conto suo", spiega. "Per capire i Vendicatori non dovrete aver visto gli altri film, anche se questo aiuterebbe."
The First Avengers: Captain America uscirà l'11 maggio 2011, mentre The Avengers uscirà nel luglio dello stesso anno.
Per pubblicare gli annunci sul nostro sito web utilizziamo aziende pubblicitarie indipendenti. Queste aziende possono utilizzare questi dati (che non includono il tuo nome, indirizzo, indirizzo email o numero di telefono) sulle tue visite a questo e altri siti web per creare annunci pubblicitari su prodotti e servizi che potrebbero interessarti. Se desideri ulteriori informazioni a questo proposito e per conoscere le opzioni disponibili per impedire l'utilizzo di tali dati da parte di queste aziende, fai clic qui.