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venerdì 30 maggio 2008

Renzo Abore: "Divento un cartoon"

Un dromedario che parla pugliese, con occhiali da sole, cappello in testa, e sulla groppa una bisaccia con chitarra e clarinetto. È il personaggio animato cui ha prestato la voce Renzo Arbore in "La luna nel deserto", il mediometraggio in 3d di Cosimo Damiano Damato, che racconta coi toni della favola una storia d’amore e rispetto per gli altri, ambientata nel mondo degli animali.
«È la prima volta che divento cartone animato - ha spiegato Renzo Arbore durante la presentazione del minifilm alla Casa del Cinema di Roma - L’idea della storia mi piaceva. È molto poetica, promuove valori in cui credo ed è ambientata in quell’area del sud che amo tanto». Come lo showman, anche gli altri doppiatori d’eccezione, fra i quali Michele e Violante Placido, Arnoldo Foà, Emilio Solfrizzi, Caterina Sylos Labini, e i giornalisti Rai Leonardo Metalli e Attilio Romita, hanno partecipato al progetto a titolo gratuito.
La luna nel deserto, che in questo periodo sta girando i festival («speriamo di andare anche al Giffoni - ha spiegato il produttore Angelo Tumminelli - ci serve visibilità per trovare una distribuzione») è ispirato al romanzo di Raffaele Nigro (coautore con Damato della sceneggiatura), Desdemona e Coca Cola. Protagonista della storia (accompagnata dalla colonna sonora dei Radiodervish) è la giovane e idealista gazza Cola Cola (doppiata da Metalli), nata e cresciuta nelle oasi del deserto. Il sogno di allontanarsi dal «continente della fame e della sete», anche su consiglio di una seducente e malinconica luna con fattezze di donna (Sylos Labini), e di un intraprendente dromedario (Arbore) porta il pennuto a partire per una favoleggiata «isola del miglio e del grano», che si scopre essere una Venezia senza tempo. Qui Cola Cola si innamora della colomba Desdemona (Violante Placido), ma il loro legame sarà ostacolato dall’intolleranza verso quelli che sono visti come diversi.
Il mediometraggio è stato realizzato, con varie interruzioni dovute al piccolo budget, dagli studi d’animazione Ccbc di Bari, in due anni. «Ho pensato - ha spiegato Damato, già giornalista e regista teatrale - che lo strumento della favola animata potesse essere il migliore per raccontare una storia che vuole promuovere il dialogo con il sud del mondo, la necessità di darsi la mano. Dove non arriva la politica, possono arrivare la poesia e l’arte».
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