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martedì 27 maggio 2008

Proteste islamiche, Jojo è ritenuto blasfemo

Anche il Giappone entra nel vortice delle proteste islamiche dopo che agli autori e editori di un noto manga è stata rivolta l’accusa di inaccettabile offesa alle credenze musulmane. Dopo quanto successo in Turchia con Heidi ora anche il popolare cartone animato giapponese, "Le bizzarre avventure di JoJo", ha suscitato le proteste di esponenti religiosi musulmani per una presunta scena blasfema nei confronti dell’Islam, costringendo alle scuse la casa di produzione nipponica che ha prontamente ritirato dai mercati dell’area mediorientale sia i fumetti sia i dvd della serie incriminata.
La notizia è stata diffusa nel momento in cui una nuova fiammata di protesta contro atti interpretata come profanazione del libro sacro dell’Islam - alimentate a quanto sembra dai taleban - hanno provocato morti e feriti in Afghanistan. In questo caso la miccia è stata innescata da un soldato americano di stanza in Iraq che per esercitarsi al tiro avrebbe usato come bersaglio una copia del Corano. Lo scuse fatte dal presidente americano George W. Bush al premier iracheno Nouri al Maliki non sono bastate a placare gli animi.
Il cartone animato che potrebbe creare problemi ai rapporti tra mondo musulmano e Giappone è tratto da una serie a fumetti pubblicata in numerosi Paesi ed è nato dalla penna del fumettista Hirohiko Araki nel 1987 (l’edizione italiana è partita dal 1993). Ha suscitato proteste a causa di una scena di 90 secondi di un episodio della serie animata, in cui si vedrebbe un personaggio, il cattivo di turno "Dio Brando", prendere in mano un Corano e ordinare l’esecuzione degli eroi buoni.
Lo sheikh Abdul Hamid Attrash, direttore del comitato per le Fatwa di Al Azhar, la massima istanza del mondo sunnita con sede al Cairo, ha dichiarato, secondo quanto riporta l’agenzia giapponese Kyodo, che «il cartone animato è un insulto all’Islam, in quanto dipinge i musulmani come terroristi, cosa che non è affatto vera», aggiungendo che «si tratta di un’offesa alla religione e i produttori del cartone potrebbero essere considerati nemici dell’Islam».
In Giappone, intanto, la casa di produzione Shueisha ha risposto alle accuse dichiarando che si è trattato di un «semplice errore», in quanto «nè il fumetto originale nè la sua trasposizione animata intendono offendere i musulmani», manifestando le proprie scuse per quanto accaduto.
La scena in cui risultano leggibili alcune parole arabe tratte da un versetto del Corano e che è finita nel mirino non è presente nel fumetto originale, ma è stata aggiunta nella versione video per dare una sensazione di maggiore autenticità alla scena, ambientata in Egitto. I produttori del cartoon sostengono di aver scelto «un libro a caso con scritte in arabo» ignorando che si trattasse del testo sacro dell’Islam.
Lasciando stare quello che dicono i produttori del cartoon perchè suona come la balla più grande del mondo, ma io vorrei dire sono decenni che vediamo in film, cartoni animati e fumetti pazzi psicotici con tanto di Bibbia in mano che recitano versi sacri eppure non mi sembra di vedere tutti questi gruppi di protesta cristiani od ebraici contro simili film, perchè i religiosi islamici sono sempre così intransigenti per queste cose? Sono loro che sbagliano o dovremmo essere a diventare più rigidi per evitare di dare modelli negati ai più giovani? C'è da riflettere, comunque per principio io rimango sempre sulla posizione niente censura delle opere artistiche-commerciali.

Tunué vince il premio come miglior editore

La Tunué ha ritirato il prestigioso premio nell’ambito della Mostra del Fumetto di Reggio Emilia, giunta alla sua 40ma edizione, organizzata dall’Anafi in collaborazione con l’Arci di Reggio Emilia
La giuria - composta da ai soci Anafi: Gianni Brunoro, Silvio Costa, Franco Grillo, Luigi Marcianò, Luciano Tamagnini, oltre che dal Presidente Paolo Gallinari - ha motivato come segue la premiazione:
«Il premio va alle edizioni Tunué per aver creato, nel corso di pochi anni, un catalogo innovativo con l’occhio rivolto sia alla presentazione di fumetti giovani e nuovi, sia per il sostegno ad una saggistica sempre interessante legata ai vari aspetti del mondo del fumetto».

Hero Initiative in soccorso di Hero Initiative

E’ delle scorse settimane la notizia che Gene Colan, uno dei maggiori disegnatori della Marvel, è stato ricoverato per gravi disfunzioni epatiche.
Sono bastati pochi giorni perchè la notizia facesse mobilitare amici e associazioni che stanno tentando in tutti i modi di dare un aiuto di carattere economico al grande disegnatore.
Tra le associazioni la più attiva è senza dubbio la Hero Initiative, un’associazione no-profit che aiuta sceneggiatori e disegnatori in difficoltà, soprattutto per casi di cure mediche necessarie ma dal costo troppo alto o non coperte da un’assicurazione.
Per aiutare Gene Colan, la Hero Initiative venderà 200 copie in tiratura limitata della cover del numero 1 di The Invincible Iron Man, ciascuna a 25 dollari; in un momento successivo ne verranno messe in vendita altre 50, autografate dallo stesso Gene Colan e da Stan Lee. In aggiunta a questo, altro materiale sarà recuperato o messo all’asta, sempre a scopo di beneficienza, tra cui la vendita di copie in tiratura limitata della cover di Daredevil 47; si prevede inoltre la pubblicazione di un volume i cui proventi andranno a sostegno di Colan. Altre iniziative seguiranno nel periodo della sua convalescenza.
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