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giovedì 15 maggio 2008

Un fumetto scritto con la macchina fotografica

Tre amici, soci della più o meno fantomatica Pig Production, hanno avuto l'originale idea di realizzare un fumetto attraverso la elaborazione al computer di immagini fotografiche.
Hanno scritto una sceneggiatura, ed hanno cominciato ad interpretare e riprendere le varie scene con una macchina professionale.
La singolare procedura ha dato vita ad un progetto editoriale ibrido e multimediale, basato sulla contaminazione di vari codici (fiction, fotografia, cinema, fumetto, fotoromanzo) e documentato passo dopo passo su Youtube, blog e Flickr.
L'iniziativa è complessa. E, sinceramente, le loro spiegazioni sono ancora più incasinate e pletoriche (per questo, spiegano, la loro società si chiama Pig, Maiale: perchè non buttano mai niente).
Ho appena dato un'occhiata al loro blog, e vi segnalo l'operazione al volo ripromettendomi di valutarla con più calma (stasera ho un impegno, molto banalmente, che mi impedisce di soffermarmi).
Mi sembra davvero interessante, molto più di come la espongono a parole. Qui troverete i video del backstage della lavorazione .

Vent'anni dopo. A Roma, omaggio agli anni giovanili di Andrea Pazienza

Negli spazi della galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna, dal 26 maggio, sarà ospitata una mostra omaggio ad Andrea Pazienza dal titolo “Vent’anni dopo - Disegni e Opere dell’Inizio, 1973-1977″.

Nel ventennale della morte, saranno presenti opere e disegni originali oltre ad un album di quindici fogli, che racconta una storia intitolata “L’ulcera”. Il materiale ripercorre il periodo giovanile, vissuto nell’ambiente pescarese, di quello che sarebbe diventato semplicemente “Paz”, e mostra l’influenza determinate del suo insegnante Sandro Visca, protagonista dei suoi primi corrosivi fumetti, grazie al quale Andrea Pazienza seppe trovare la propria strada.

Le opere giovanili che la mostra raccoglie raccontano l’immaginario del fumettista, nutrito di spunti legati al mondo culturale, politico e intellettuale della generazione vissuta negli anni ‘70. “Vent’anni dopo” rende omaggio a colui che ha saputo rinnovare, stravolgendola, la concezione del fumetto in Italia, creando personaggi storici come Zanardi e collaborando con riviste come Frigidaire e Corto Maltese.

Sarà possibile visitare la mostra fino al 31 luglio.
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