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martedì 1 aprile 2008

Un film di Babylon 5 a Natale

Ancora una volta lo sciopero degli scrittori ha giocato a favore di Babylon 5. In seguito all'agitazione appena conclusa, la Warner, come altre major, si è trovata con la pianificazione delle uscite cinematografiche completamente scombinata. J. Michael Straczynski ha deciso, quindi di giocare una carta importante: proporre la realizzazione di un film per le sale cinematografiche che potesse essere pronto per la programmazione prima del prossimo Natale. Lo scrittore ha messo a punto la storia e ha pianificato nei minimi dettagli i tempi di produzione durante lo sciopero, riuscendo a presentare alla major un progetto non solo credibile, ma perfettamente realizzabile.
Il progetto di Straczynski prevede un uso intensivo delle ambientazioni digitali, unito alle nuove tecniche di ripresa senza pellicola in celluloide. La disponibilità delle render farm utilizzate dalla New Line (la casa di produzione controllata da Time Warner) permette infatti di realizzare effetti digitali di qualità cinematografica in tempi relativamente ridotti.
Poco o nulla è trapelato in merito alla storia. Con ogni probabilità, a differenza dell'ultimo film TV, la narrazione non sarà ambientata nel periodo di tempo della serie regolare, ma si colloca in un momento successivo, presumibilmente dopo gli eventi narrati da Crusade. Sembra che Harlan Ellison possa ricoprire qualche tipo di ruolo nel nuovo film.
Il casting non è ancora iniziato, ma partirà comunque entro il mese di aprile. I protagonisti saranno tutti volti nuovi, soprattutto per contenere i costi di produzione, e ci sarà probabilmente qualche cameo di alcuni attori della serie televisiva. Straczynski dovrebbe dirigere, affiancato da Marci Trout, già assistente alla regia nel recente 10.000 a.C..
Il progetto prevede di girare del materiale in più per poterlo pubblicare nel formato webisode per lanciare il film il prossimo autunno e creare, quindi, una sorta di raccordo al livello di storia tra la narrazione delle serie televisive, le storie di alcuni cicli letterari e il futuro film. Questa è la prima volta che uno dei nuovi media che si stanno affacciando sul mercato dell'entertainment viene utilizzato in tandem con uno spettacolo cinematografico.

Superman torna a papà Siegel

Grazie a un illuminato giudice federale della California, Joanne e Laura Siegel, eredi di Jeremy Siegel, il cocreatore di Superman assieme all'amico Joseph Shuster, hanno ottenuto un'importantissima vittoria legale sulla Time Warner, il più grande gruppo mediatico del mondo, di cui fa parte anche la DC Comics (la casa editrice dei più longevi supereroi statunitensi tra cui spiccano appunto Superman, Batman e Wonder Woman). Il gruppo sarà costretto a dividere con la famiglia Siegel i diritti sullo sfruttamente del personaggio in quote ancora da precisare. Si ritiene comunque che l'ammontare della cifra sia piuttosto importante considerando anche la retroattività della sentenza: il contratto capestro tramite cui i due giovanissimi Shuster e Siegel vendettero il personaggio all DC Comics per soli 130 dollari è scaduto nel 1999.

Heroes proseguirà fino al 2011

Prima è stato il turno delle Desperate Housewives, le quali, nel caso vi interessi, continueranno a vivere in quel di Wisteria Lane fino al 2011. Poi è scoppiato il caso di Lost, confermata per ben tre stagioni da 16 episodi l'uno, fino al compimento del suo naturale arco narrativo.
E ora è il turno della serie tv Heroes: lo ha annunciato la stessa NBC con un comunicato riportato da Entertainment Weekly in anteprima. I piani sono stati fatti, Heroes andrà avanti fino al 2011 e quindi al raggiungimento della tanto agognata settima stagione. Niente storyline troncate sul nascere quindi e niente finali di stagioni lasciati in sospeso per sempre.
Il team degli sceneggiatori ha aggiunto che "ora sappiamo di poter svelare i misteri di Heroes nei tempi definiti fin dall'inizio".
Ma non tutto è andato per il verso giusto nei corridoi dell'emittente Usa. Heroes proseguirà il suo cammino, ma senza il suo creatore. Tim Kring ha infatti dichiarato che non continuerà a seguire la serie dopo il 2009. Perchè?
Alla NBC vogliono sangue nuovo nella serie tv, e soprattutto, vogliono evitare che i cachet degli attori attuali lieviti fuori dal loro controllo.
Per cui, nell'autunno del 2009, i cambiamenti saranno molteplici e se non volete che vi rovini la sorpresa, non proseguite oltre.
Siete pronti? Il piano della NBC per contenere i costi della serie e portarla fino al sospirato traguardo è far entrare in scena un nuovo gruppo di Eroi, che nelle parole del nuovo produttore esecutivo Jason Katim (fresco di uscita dalla defunta Donna bionica) "effettueranno un passaggio naturale e senza soluzione di continuità. Nonché del tutto inevitabile narrativamente."
Katim non parla naturalmente di dettagli della trama, ma dice che uno degli elementi centrali sarà una nuova tecnologia di studio del dna realmente esistente, la cosiddetta Fluorescent in situ hybridization.
I volti che prenderanno il posto del team attuale sono già stati decisi e svelati durante una conferenza stampa tenutasi presso la stessa NBC, ma i poteri dei loro personaggi sono tenuti sotti il più stretto riserbo.
Avremo quindi la splendida Sophia Bush, direttamente da One Three Hill, che verrà seguita da Chad Michael Murray, protagonista della stessa serie. Il che peraltro conferma le voci che vogliono una chiusura della stessa entro due stagioni.
Insieme a loro arriverà Benjamin McKenzie, già noto come protagonista di O.C. e la bella Kerry Washington, la non vedente nei Fantastici Quattro. Con loro ci sarà anche Mary Kate Olsen, sprovvista della sua gemella come già accadeva in Weeds.
Ma su tutti loro torreggia il grande vecchio: David Carradine (evidentemente i produttori non hanno paura che l'età si faccia sentire prima del 2011) interpreterà un personaggio enigmatico, di cui si sa solo il nome, The Guardian.
Ma chi o cosa custodirà, lo sapremo solo nel settembre del 2009, quando vedremo nascere la nuova incarnazione degli Heroes.

La parodia del Daredevil di Miller firmata da Alan Moore!

Will Pfeifer, apprezzato autore di Aquaman e Catwoman, ha pescato dalla sua collezione di vecchi albi a fumetti un’antologia del 1983 chiamata Daredevils, pubblicata dalla Marvel Britannica; oltre a contenere una ristampa del numero 167 di Daredevil del 1980 (scritto da David Michelinie) e di un numero del Capitan Britannia di Alan Moore e Alan Davis, presentava una parodia dell’Uomo Senza Paura firmata dal papà di Watchmen e V for Vendetta. Pfeifer ha postato sul suo blog le quattro tavole scritte da Moore e disegnate da Mike Collins, che prendono scherzosamente in giro i tratti distintivi del ciclo iniziale di Frank Miller su Daredevil, a partire dal titolo, Grit!, che richiama la definizione grim and gritty che si usa per descrivere il filone supereroistico "oscuro" degli Anni Ottanta sorto sulla scia di opere quali appunto Daredevil e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. L’alter ego di Matt Mardock si trasforma così in Dourdevil, the man without a sense of humour (“dour” significa severo, austero e anche triste) e i comprimari della serie vengono ribattezzati Tiepin, Pigseye ed Erektra.

Russell T rifarà la serie classica di Star Trek

Che Russell T Davies avrebbe presto abbandonato la serie che l'ha portato alla notorietà, Doctor Who, era nell'aria. Ma nessuno si sarebbe aspettato il nuovo incarico che il produttore e sceneggiatore inglese dovrà affrontare.

In un'intervista rilasciata alla BBC, Russell T Davies, che ha rilanciato la serie e insieme il fenomeno Doctor Who, dandogli un nuovo formato più moderno e accattivante, prima con Christopher Eccleston e poi con David Tennant, ha detto di essere debitore alla BBC per l'opportunità ricevuta e di avere imparato molto in questi ultimi anni, ma di dover voltare pagina. L'occasione gliel'ha data la rete americana CBS, proprietaria della parte televisiva del franchising di Star Trek, che ha deciso di chiamarlo per dare un nuovo volto alla più classica delle serie di fantascienza.

"Vogliono cambiare decisamente stile, avere una serie che non sia fruibile solo dai geek appassionati che va alle convention, ma dalle famiglie, dal pubblico occasionale. E' un po' la stessa idea che sta alla base del film di JJ Abrams" ha detto Davies nell'intervista. "Il mio Star Trek lascerà volutamente da parte la complicatissima cronologia, geografia e mitologia sviluppata fino ad oggi. In un certo senso ripartiremo da zero. Non ci sarà bisogno di una laurea in Star Trek per seguire le storie; ma d'altra parte, sono certo i fan più agguerriti avranno anch'essi le loro soddisfazioni".

La nuova serie sarà basata sull'equipaggio classico — Kirk, Spock e McCoy — con l'aggiunta di qualche nuovo elemento. Come accadrà per il film di Abrams, l'equipaggio sarà molto giovane: "ci rivolgeremo soprattutto a un pubblico di young adults, ma naturalmente la serie sarà adatta anche a un pubblico più giovane. O più anziano, perché no. Sicuramente sarà più leggera, più brillante, cercheremo di ritrovare quel senso del meraviglioso che caratterizzava la serie originale."

Secondo un sito di musica, Davis avrebbe chiesto all'ex voce solista dei Marillion Derek Dick una collaborazione per la nuova sigla della serie.

Su un sito americano viene riportata anche una dichiarazione di Leslie Moonves, ceo della CBS: "siamo entusiasti di avere con noi Russell T Davies, che ha saputo rilanciare un altro grande classico della fantascienza come Doctor Who, una serie molto apprezzata anche negli Stati Uniti. Ora siamo sicuri che saprà riportare al successo anche Star Trek."

Nessuna comunicazione ufficiale su quando potrebbe andare in onda la nuova serie, né su quale canale, anche se secondo alcuni insiders la nuova serie sarebbe prevista come programma pomeridiano sulla CBS. Ma invece di sto remake (che per carità è una bella idea) non potevano fare una nuova stagione di Enterprise o un suo spin-off per colmare i vuoti? Scusate per lo sfogo sono un maniaco della continuity.
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