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mercoledì 5 marzo 2008

Addio New Line Cinema

La notizia è di quelle grosse e anche un po’ tristi per chi ama un certo tipo di cinema: la storica New Line Cinema, nota casa di produzione indipendente, è stata da poco acquisita dalla Warner.

La casa di produzione di film come Nightmare e Il Signore degli Anelli non versava infatti in una buona situazione finanziaria (si parlava anche di corposi tagli al personale). L’acquisizione le “permetterà” di diventare la sezione della Warner preposta alla realizzazione delle pellicole di genere horror e fantasy (i generi di cui si sono sempre occupati alla New Line), ma anche delle commedie.

Insomma, un’altra major che si ingrandisce sempre più e un’altra piccola che sparisce, cosa comune per tutto ciò che riguarda la Warner, la DC COMICS (sua sottoposta fumettistica) ha acquisito più piccoli editori di tutti. Speriamo che il futuro del cinema USA non sia già segnato in questa direzione.

Cacciatori di draghi: dopo il successo della serie esce il lungometraggio in 3d

Se non lo avete mai fatto vi consiglio di vedere il cartone (date un’occhiata qui a lato, solo per la soundtrack dei Cure ne vale la pena) già trasmesso dai canali Rai qualche tempo fa, dal titolo Cacciatori di draghi, creato da Arthur Qwak e prodotto dalla francese Futurikon.

Anche perché dopo il successo che ha avuto la serie tv in 2d, esce il 26 marzo (in Francia) il lungometraggio in 3d, una delle produzioni di animazione più attese per il 2008, che porta lo stesso titolo (Chasseurs de Dragons – Le Film). Avrete la possibilità di fare dei raffronti. Io trovo il cartone animato delizioso e, vedendo le prime immagini del film diretto da Guillaume Ivernel e Arthur Qwak, mi sembra un buon prodotto. Da noi uscirà presumibilmente la prossima estate.

La serie e il film fantasy si svolgono in un futuro dagli scenari medioevali dove le contee sono delle isole che fluttuano nel cielo e gli abitanti vivono un’ esistenza tranquilla. Fino a quando un’invasione di draghi arriva a sconvolgere tutto. Per i protagonisti, il giovane Gwizdo, l’imponente guerriero Lian Chu e il simpatico draghetto blu Hector, non sarà una battaglia facile ma d’altra parte la scelta é semplice: distruggere o essere distrutti.

Gwizdo é un tipo scaltro e interessato al denaro che agisce solo a scopo di lucro, Lian Chu é un gigante dal cuore buono sempre disponibile ad aiutare chi é in difficoltà, il draghetto é un pauroso che spesso riesce a risolvere i problemi involontariamente.

Nel film c’è un nuovo personaggio, Zoe, che sostituisce i due personaggi femminili del cartone (Jeanneline e Zazà). È la nipotina del signor Arnold. Quando le cose diventano problematiche, prende tutto nelle sue mani ed assume Gwizdo e Lian Chu per uccidere “il mangiatore del mondo.” E’ convinta di aver trovato gli eroi dei propri sogni e li trascina nella più pazza avventura.
Sono curioso di vedere il film (adatto a spettatori di tutte le età). Ora, godetevi il trailer in lingua originale.

Harry Potter come la cocaina

Ormai la saga di Harry Potter si è conclusa. A gennaio, con l’uscita in Italia dell’ultimo capitolo della storia del maghetto della Rowling, i fan di tutto il mondo hanno detto addio per sempre alle avventure del loro beniamino. La scrittrice lo ha fatto capire: non ha intenzione di continuare a scrivere libri di Harry Potter. E così tutti i fan sono rimasti orfani. Ma pare che adesso molti di loro stiano soffrendo psicologicamente di questa fine. Si parla addirittura di crisi di astinenza.

Harry Potter è come una droga: non se ne può più fare a meno. E’ questo quello che sostiene una ricerca condotta da Jeffrey Rudski, un docente di psicologia del Muhlenberg College di Allentown, in Pennsylvania. Secondo la sua ricerca, analizzata anche dalla rivista scientifica Journal of General Psychology, un fan su dieci soffrirebbe di dipendenza da Harry Potter. E con la fine del romanzo si sarebbe scatenata una vera e propria crisi di astinenza, con problemi psicologi gravi.

Molti dei ragazzi che abbiamo intervistato hanno sviluppato una vera sindrome da abbandono. L’idea di non sapere più cosa farà Harry, di non poter prendere idealmente quel treno e viaggiare verso una dimensione parallela è per alcuni fonte di ansia“. Molti di questi malati di Harry Potter non fanno altro che parlare, leggere, giocare o pensare ad Harry Potter: “Questa regolarità e incontrollata abitudine si può accomunare ad una dipendenza. Non a caso, infatti, alcuni dei lettori hanno sviluppato una sorta di crisi d’astinenza“.

Non so quanto sia affidabile come ricerca, comunque chi vivrà vedrà.
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