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venerdì 8 febbraio 2008

Una data per The Dark Knight

Il presidente della Warner Bros Italia, Paolo Ferrari, ha comunicato ufficialmente la data d'uscita di The Dark Knight, film dedicato a Batman dal regista Christopher Nolan, con Christian Bale nei panni dell'uomo-pipistrello ed il compianto Heath Ledger in quelli del Joker. Il cavaliere oscuro arriverà nelle sale italiane il 23 luglio, a qualche giorno di distanza dall'uscita americana del 18. Interessante la considerazione di Ferrari: "La decisione di posizionare Il Cavaliere Oscuro al 23 luglio è il risultato di un'analisi approfondita della situazione di mercato attuale e delle peculiarità del film. Crediamo fortemente in questa data che solo pochi anni fa sarebbe sembrata improponibile".

Un auto sportiva da 250 km/h che costa solo un quarto delle concorrenti e non inquina, un sogno che è diventato realtà

Un’automobile elettrica a tre ruote che va forte come una Porsche Carrera ma costa quattro volte meno.
Questo promette di essere la «Zap Alias», il futuristico veicolo a due posti nato dalla joint venture fra Zap, la casa californiana all’avanguardia per i veicoli elettrici a impatto ambientale zero (Zap sta, infatti, per «Zero Air Pollution») e che dal 2007 collabora anche con la britannica «Lotus Engineering», e la «China Youngman Automotive Group».

IL VEICOLO - Alimentata da due motori elettrici posti sulle ruote davanti, che generano oltre 320 cavalli di potenza (240 kw, paragonabili a una Porsche 911 Carrera) e permettono di superare i 250 chilometri orari, con un accelerazione da 0 a 100 in 5,7 secondi (più veloce di una Porsche Boxter) e un’autonomia di circa 160 chilometri, la «Alias» ha mutuato molte delle sue caratteristiche tecnologiche dalla «Zap-X Crossover Suv», da cui si differenzia però per la singola ruota posteriore, mentre le altre due sono dove devono essere, ovvero davanti. «Tutti quelli che hanno visto la Alias, ne vogliono avere una – ha detto l’amministratore delegato di Zap, Steve Schneider – perché è qualcosa che non si era mai visto prima sulla faccia della terra».

COSTO - Rispetto alle tradizionali biposto a quattro ruote dalle elevate prestazioni e dai prezzi quasi sempre proibitivi, la Alias ha l’indubbio vantaggio di costare un quarto, anche se i 30.000 dollari (poco più di 20.500 euro) necessari per portarsela a casa sono pur sempre una bella cifra di questi tempi, soprattutto per quello che per molti viene considerato solo un «capriccio tecnologico». «Sono entusiasta del progetto – ha spiegato Albert Lam, ex amministratore delegato di Lotus Engineering e ora a capo della joint-venture – e non vedo l’ora di iniziare a lavorare. Guardando al nostro piano di sviluppo iniziale, e dopo aver parlato sia con gli ingegneri che con i nostri partner tecnologici, penso che potremmo mettere in produzione la Alias per il secondo semestre del 2009». Sebbene, dunque, manchi ancora oltre un anno all’arrivo sul mercato della prima vettura (che sarà distribuita con il nuovo marchio Joint Venture Company), sul sito della Zap è già possibile prenotare il «triciclo biposto» lasciando un acconto di 5000 dollari (3.400 euro).

Ma da domani si potranno pubblicare le "immagini degradate"

Sabato 9 febbraio entra in vigore la contestata modifica alla legge sul diritto d'autore che permette la pubblicazione su internet di "immagini e musiche degradate per usi didatti e scientifici". Si tratta della prima norma in Italia ad autorizzare la pubblicazione online di intere opere coperte da copyright, ma anche la prima a stabilire limiti qualitativi alla diffusione sul web. Un successivo decreto ministeriale dovrà, infine, indicare i confini per gli usi didattici e scientifici.

Solo pochi giorni fa, intanto, il giurista Andrea Monti in un'intervista a Repubblica.it aveva acceso le speranze di molti navigatori e blogger nazionali; secondo Monti, a causa di un errore, la nuova legge liberalizzerebbe lo scambio peer to peer di materiale coperto da copyright. Immediate le repliche critiche, tra le quali quella del noto giurista informatico Guido Scorza che parlava di "un'iperbole difficilmente sostenibile". Enzo Mazza, presidente FIMI (Federazione dell'industria musicale italiana), intanto, cassava ogni speranza sul nascere affermando: "la legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti: per uso didattico si intenderanno solo i siti che si occupano ufficialmente di didattica, quindi istituzioni accademiche. Nemmeno i siti personali di professori". Un'affermazione che ha lasciato interdetti in molti, poiché, se interpretata letteralmente, prefigurerebbe la conoscenza anticipata da parte dell'industria musicale di un decreto di esclusiva competenza del Ministero, il quale dovrebbe emanarlo tutelando gli interessi di tutti i cittadini: non solo quelli delle major.

Ma qual è la genesi di questa nuova norma? E perché è nata con un testo così approssimativo? Facciamo un passo indietro. Il nuovo comma, approvato nel dicembre 2007 su proposta della Commissione Cultura di Pietro Folena, nasce dalla pressione esercitata dal web e dalla comunità di Wikipedia a seguito della nota vicenda sulla "libertà di panorama" (ovvero l'impossibilità di riprodurre liberamente sul web monumenti e palazzi). La prima versione del testo, infatti, parlava esplicitamente di liberalizzare gli usi "didattici ed enciclopedici" sul web: ciò di cui si occupa Wikipedia, insomma. In seguito alla discussione, si è poi deciso di modificare il testo in un più generico "usi scientifici".

Non solo: la norma è stata inserita quasi di straforo all'interno di un disegno di legge che prevedeva alcune modifiche allo status della SIAE, modifiche molto importanti ed utili per le corporazioni coinvolte e quindi urgenti da approvare.

Si tratta, insomma, di una norma animata da intenti innovativi ma scritta ed approvata in grande fretta e avendo in mente un singolo problema, quello di Wikipedia (problema, a quanto pare, nemmeno risolto). Difficile e pericoloso applicarla ora all'intero Web, oltrettutto in mancanza del decreto attuativo che indicherà i limiti alla libertà di diffusione.

Captain America 34 va esaurito e viene annunciata una ristampa Director's Cut

Per quanto fosse scontato sia il successo che il contenuto dell’albo, son contento di sapere che ha venduto bene. La storia è scritta magistralmente (così come l’intero arco) e i disegni sono da brivido… le mie più sentite congratulazioni vanno al team creativo, che riesce a fare un fumetto di qualità che viene ben apprezzato dal pubblico pagante.
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