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giovedì 7 febbraio 2008

Return to the Batcave su Italia 1

"Riusciranno i nostri eroi a salvarsi anche questa volta dal terribile pericolo, per saperlo perdete il prossimo bat- episosio alla solita bat-ora sullo stesso bat-canale." Quante volte o sentito da piccolo simili frasi alla fine degli episodi del telefilm di Batman degli anni '60, adoravo la mitica serie con Adam West, beh se anche voi l'adoravate stanotte alle 4:00 del mattino (arghhh!) programmate il video registratore su Italia 1 per poi vedervi "Return to the Batcave", il film del 2003 in cui i personaggi del vecchio telefilm si reincontrano dopo oltre 35 anni.
In "Return to the Batcave" Adam West (Batman) e Burt Ward (Robin) interpretano se stessi, e mentre indagano alla loro maniera sul furto della mitica Batmobile, ne approfittano anche per ricordare i vecchi tempi e i dietro le quinte di quel vecchio telefilm.
Il regista è stato bravo, perchè è riuscito a ricreare la stessa atmosfera ironica e pazza, con addirittura anche l'inquietante voce fuori campo al termine delle scene! E per i fan della vecchia serie è anche un modo per sapere qualche retroscena veramente esilarante, come il modo in cui era stato selezionato il povero Robin e come veniva trattato nelle scene pericolose, oppure quando un'associazione cattolica si lamentò dello slip troppo attillato di Robin, il quale fu costretto a prendere una strana medicina per ridurre le "dimensioni", oppure la perplessità dei due quando scoprirono che il loro rapporto veniva considerato da tutti come una relazione omosessuale, oppure come si è arrivati al trucco di Joker...
E' stato anche un piacere rivedere Frank Gorshin (The Riddler) e soprattutto Julie Newmar, una delle migliori Catwoman (altro che Halle Berry! Anche se a onor del vero era la sceneggiatura del film a fare scifo), che, nonostante l'età, ha sempre un gran fascino.

Christensen, supereroe egoista al Colosseo

Altro che terrificante! Veramente "il sesso con Jessica Alba non è stato niente male...". A Roma per presentare "Jumper", film su originali supereroi con il potere di teletrasportarsi a piacimento da un lato all'altro del globo, Hayden Christensen ha rettificato una sua frase "poco gentile" verso la collega. "Ero nervoso, certo, ma se dovessi dire la verità - puntualizza - non userei il termine terrificante..."

"Jumper", il thriller d'azione prodotto dalla New Regency e distribuito dalla Twentieth Century Fox è stato presentato alla stampa mondiale nell'Anfiteatro Flavio, alla presenza del regista Doug Liman e dei protagonisti Hayden Christensen, Rachel Bilson e Jamie Bell (nel cast, ma assenti a Roma Samuel L. Jackson e Diane Lane).

Costato circa 100 milioni di dollari, sarà nei cinema il 29 febbraio. "E' un film destinato a cambiare per sempre il cinema dei supereroi", dice Hayden Christensen che aggiunge quanto sia stato incredibile per lui recitare nel Colosseo ("Il ricordo piu' bello della lavorazione era alzarsi la mattina all'alba, entrare nel tempio dei gladiatori e sapere che sta lì solo per te)."Quando ho letto nel copione" aggiunge Jamie Bell "che ci sarebbero state delle riprese nel Colosseo non ci credevo. Ho saputo che il nostro film è il primo dopo circa 50 anni a ottenere questo permesso". In effetti gli ultimi girati al Colosseo sono stati Un americano a Roma di Steno con Alberto Sordi del 1954 e La Terra vista dalla luna di Pasolini nel 1967. Un fatto eccezionale, nemmeno Il gladiatore di Ridley Scott ha potuto usufruire di una simile concessione. La produzione in ogni caso ha rispettato i vincoli che consentivano le riprese solo dall'alba alle 8.15 e dalle 15.30 al tramonto.

Il superman integerrimo infatti, in "Jumper" è rimpiazzato dall'uomo che, a parte il dono che lo rende super, "ha vizi e virtù dell'individuo comune: potrebbe teletrasportarsi per intervenire nelle zone di guerra e invece preferisce recarsi a Londra per farsi una birra e flirtare con una bella ragazza" spiega il regista, peccato che questa idea non è tanto innovativa, è semplicemente stata tolta dalle classiche commedie sui tizi con superpoteri per essere inserita in un dramma, e poi ammettiamo nel film "I FANTASTICI QUATTRO" il quartetto di supereroi passa più tempo in scenette su come sfruttano i loro superpoteri nella vita di tutti giorni che ad aiutare la gente.

30 giorni di buio

La cittadina di Barrow, in Alaska, si prepara per il periodo invernale di “30 giorni di buio”, che ogni anno causa la sparizione del sole dal cielo per un mese. Mentre gli abitanti rimasti si preparano, Lo Straniero (Ben Foster) comincia a sabotare la cittadina, rubando e distruggendo la maggior parte dei telefoni cellulari e distruggendo l’unico elicottero presente. Lo sceriffo Eben Oleson (Josh Hartnett) indaga sugli strani avvenimenti, scoprendo che la sua ex-moglie Stella (Melissa George), di passaggio in città, ha perso l’ultimo aereo e dovrà rimanere in città per il prossimo mese. Eben riesce a catturare lo Straniero, che però dalla sua cella minaccia Eben, Stella e Jake (Mark Rendall), giovane fratello di Eben, avvisandoli che la morte sta venendo a cercarli. Infatti un gruppo di vampiri, guidati da Marlow (Danny Huston), approfittando del buio si preparano ad attaccare la cittadina…

Finalmente tra poco potremo anche noi gustarci 30 giorni di buio (in originale 30 days of night), horror tratto dalla graphic novel creato da Steve Niles che invaderà le nostre sale dal 13 febbraio, intanto godetevi il trailer.







Piccole Donne: l'anime del 1981 arriva su Boing

Chi non ha letto da bambina il classico romanzo Piccole Donne di Louise May Alcott, il libro sulle quattro sorelle March? Chi non ha fatto la propria scelta e amato l’intraprendenza, la voglia di indipendenza di Jo?

Boing dal 10 marzo (il lunedí, mercoledí, venerdí e la domenica alle 22.40) trasmette una versione animata tratta dall’omonimo romanzo del 1868. La versione di Piccole Donne (Wakakusa monogatari yori Wakakusa no yon shimai) che vedremo é quella andata in onda su Canale 5 nel 1982 costituita da 26 episodi, diretta da Kazuya Miyazaki e realizzata dallo studio di Kokusai Eigasha e Tokio 12.

Durante la Guerra Civile Americana le quattro sorelle Beth, Meg, Amy e Jo rimangono sole con la madre dopo che il padre, nell’esercito, parte per il fronte e cercano di darsi una mano per sostenere la famiglia, ora che si sono trasferite in una cittadina per allontanarsi dai campi di battaglia. Qui incontreranno Laurie, il nipote del loro ricco vicino di casa (che possiede un meravigliosos pianoforte, la passione di Beth), che dimostra una particolare attenzione nei confronti di Jo. Vedremo scorrere la vita quotidiana della famiglia tra momenti drammatici e sereni che faranno maturare le ragazze rendendole più responsabili e abbastanza forti da fronteggiare la vita di sacrifici che le aspetta. Il lieto fine é d’obbligo.

Da notare che nel cartone la sorella piccola Beth, la musicista della casa, non muore, come accade invece nel storia originale, ma guarisce quando il padre ritorna a casa. Della serie che vedremo su Boing ricorderete senz’altro la sigla ‘Tutti abbiamo un cuore’ cantata da Cristina D’Avena.
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