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martedì 22 gennaio 2008

Prossimamente leggeremo i Bonelli sul cellulare

Readius, come il Kindle di Amazon, ha uno schermo di carta elettronica, che visualizza testo e immagini in bianco e nero come la carta stampata.
L’OLANDESE POLYMER Vision ha presentato uno smartphone con un display da 5 pollici che, quando non si utilizza, si piega, riducendo e le dimensioni del dispositivo a quelle di un comune telefono cellulare.
Reuters riporta che il nuovo smartphone si chiama Readius ed è stato creato da Polymer Vision, una costola di Philips, che possiede ancora il 25% delle azioni, che si occupa di sviluppo di nuovi progetti.È il primo cellulare al mondo con uno schermo da 5” (13 cm ) che si apre quando l’utente vuole leggere le news, i blog o i suoi messaggi e-mail, mentre può essere richiuso e assumere dimensioni tanto ridotte da stare in un taschino.
Readius, come il Kindle di Amazon, ha uno schermo di “carta elettronica”, che visualizza testo e immagini in bianco e nero, dando l’idea della carta stampata.Il nuovo cellulare di Polymer Vision, oltre a fare normali telefonate, si collega a Internet sfruttando le reti telefoniche di terza generazione che trasmettono dati ad alta velocità.
La disponibilità del Readius è prevista per metà 2008 a un prezzo che non è ancora stato rivelato ma dovrebbe essere pari a quello di uno smart phone di fascia alta.
Se però lo schermo dovesse raddoppiare la sua superficie sarà possibile pensare a un futuro in cui ci si potrà scaricare i fumetti sul cellulare senza avere alcuna perdita nell'immagine e così magari qualche colosso italiano (Bonelli è l'unico vero colosso italiano del fumetto è usa esclusivamente il bianco e nero) potrebbe trovarsi con un nuovo mercato su cui espandersi.

FINALMENTE QUALCUNO DIFENDE IL P2P DALLE BALLE DELLE MULTINAZIONALI DELL'ENTERTAIMENT

P2P, qualcosa si muove in seno al parlamento europeo: Greens EFA, associazione che comprende il Partito Verde Europeo e la Alleanza libera europea - 42 seggi di rappresentanza totali - si è imbarcata nella campagna I Wouldn't Steal, con lo scopo di riaffermare chiara e forte l'idea che scaricare contenuti digitali dalla rete non equivale proprio per niente a un furto, come al contrario vorrebbero far credere i potentati dell'industria dell'intrattenimento.

"Ogni volta che prendi in affitto un film, l'industria multinazionale dei media ti costringe ad assistere alla sua propaganda - si legge sul sito web della campagna - L'industria pretende che scaricare film sia equiparabile al rubare borse, auto o al taccheggio nei negozi. Questo semplicemente non è vero - fare una copia è fondamentalmente differente dall'atto del rubare".

Basta con l'assillante propaganda di IFPI, MPA e le altre notorie organizzazioni dell'industria che tanto denaro investono nel condizionamento politico ed economico dei governi affinché non siano sordi alle loro richieste, basta con le normative tutte a favore delle major e basta con le petulanti lamentele di chi da anni minaccia il fallimento se il P2P non verrà messo fuori legge: i Verdi europei si oppongono a tali norme, sono convinti che i consumatori pagherebbero i contenuti per un giusto prezzo e si battono soprattutto perché passi l'idea che "la condivisione significa espandere la cultura - non ucciderla". I produttori "sostengono che queste leggi siano necessarie per supportare gli artisti, ma in realtà tutto quello che stanno proteggendo sono i loro profitti" si legge sulla pagina web di I Wouldn't Steal. Per rendere l'idea ancora più chiara, Greens EFA ha realizzato in collaborazione con RAFILM una breve clip video - riprodotta qui di seguito - con lo scopo diretto e dichiarato di fare contro-propaganda ai lamenti anti-P2P dell'industria.




La clip spinge alla condivisione e vuole allontanare dagli appassionati l'alone di pirateria e "ladroneria" che l'industria ha sempre voluto artatamente creare intorno ad essi. E nel pieno rispetto dell'idea che vuole comunicare, lo spezzone è stato distribuito sul web come su BitTorrent, usando in quest'ultimo caso i server messi a disposizione da The Pirate Bay.

E proprio nella inaffondabile Baia dei pirati svedesi, da tempo portatrice attiva dei "valori" della condivisione libera della conoscenza e del download senza restrizioni, la campagna dei Verdi trova uno dei suoi maggiori supporter: la Baia promuove senza remore I Wouldn't Steal, e la omaggia, com'è nel suo stile, di un logo personalizzato: la classica nave pirata simbolo del sito su sfondo verdeggiante sulla homepage.
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