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martedì 15 gennaio 2008

Vado a mettere benzina al braccio

Un arto che usa come carburante quello degli shuttle.


E' un braccio robotico nove volte più potente di quelli esistenti: più forte, veloce e duttile. Con una particolarità: trae energia dallo stesso sistema di propulsione dei razzi di manovra dello shuttle. Lo ha messo a punto Michael Goldfarb, docente di ingegneria meccanica all'Università Vanderbilt (Nashville), in un progetto finanziato per 30 milioni di dollari dalla Darpa, l'agenzia di ricerca del ministero della Difesa americano. Potrà servire a chi ha bisogno di un arto artificiale, o (ecco perché la Darpa è interessato) potenziare le prestazioni dei soldati.
«Molti pensano che i robot abbiano una grande forza» dice Goldfarb. «Ma è vero l'opposto: la potenza per unità di massa dei muscoli umani è quintupla rispetto a quella che i motori oggi danno ai robot». L'arto costruito usa come fonte di energia il perossido di idrogeno, propellente per razzi, un po' come i muscoli convertono energia chimica in meccanica. Con una densità di potenza simile a quella umana.
All'interno un catalizzatore, grande quanto una matita, favorisce la combustione del propellente in vapore. Questa reazione può espandere il propellente fino a un migliaio di volte il suo volume originale, generando una forza che viene immagazzinata da un sistema di valvole, corrispondenti alle giunture del braccio. Le valvole incanalano il flusso di vapore verso i pistoni, in modo da far muovere il braccio nella direzione voluta.
L'arto robotico ha un'autonomia di 18 ore, pesa 1,8 kg e solleva fino a 12 kg. Rispetto alle protesi attuali è più leggero, ha 21 gradi di libertà di movimento (questo anche grazie al sistema idraulico scoperto una decina di anni fa studiando i progetti di Leonardo Da Vinci) e agisce con una rapidità analoga a quella umana. La mano non è una semplice pinza, come nella maggior parte dei modelli esistenti: le singole dita possono muoversi in maniera indipendente. «Il nostro braccio robotico è versatile, per esempio può usare un trapano, attività che richiede l'uso del pollice e di tre dita per tenere lo strumento e dell'indice per premere l'interruttore. Può servire a guidare un'auto o una moto. Mentre non è ancora in grado di agire là dove è richiesta una destrezza molto accentuata, come nell'uso di strumenti musicali».

FUTURE FILM FESTIVAL

La decima edizione del Future Film Festival inizia oggi martedì 15 gennaio e termina domenica 20. Per festeggiare la sua decima edizione, FFF propone un quiz e un aperitivo speciale alle ore 17,30 presso lo Spazio Hera a Palazzo Re Enzo.
In più, alle 21 è aperta a tutta la città l’anteprima del lisergico film in anteprima italiana Wood & Stock: Sexo, Orègano e Rock’n’ Roll di Otto Guerra.
Per chi fosse in loco qui tutti i dettagli:
Martedì 15 gennaio 2008

Future Village – Palazzo Re Enzo – Piazza del Nettuno.

Spazio Hera
17,30 AperiQuiz
Aperitivo offerto da Gruppo Hera. A seguire FFF QUIZ, questionario con domande sul cinema di animazione e con SFX. In palio 5 inviti per due persone (da cambiare in cassa con due biglietti ridotti a € 1) per il film Highlander: The Search for Vengeance di Yoshiaki Kawajiri (in programma il 16/01), gadget dei film presentati al Festival e il mitico Future Film Kit.

Cinema Teatro Manzoni – via dè Monari 1/2 (lat. Via Indipendenza)
21,00 Anteprima italiana di Wood & Stock: Sexo, Orègano e Rock’n’ Roll di Otto Guerra, Brasile 2006 (81 min., 35 mm, V.O. con s/t in inglese e italiano).
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.
Wood e Stock sono due hippy veterani incapaci di adattarsi alla vita contemporanea. I loro ritmi sono troppo placidi per il caos della metropoli, ed è dura per due spiriti liberi come loro adattarsi a pagare le bollette e, peggio ancora, a fare i padri di famiglia.
Un’esilarante satira al vetriolo, da un maestro dell’animazione brasiliana.
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