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lunedì 14 gennaio 2008

PISTORIUS, L'UOMO BIONICO

Iaaf dice no, protesi sono un vantaggio

La Federazione Internazionale di Atletica Leggera ha stabilito che Oscar Pistorius, lo sprinter sudafricano che corre con delle protesi alle gambe, non potrà partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2008. La Iaaf ha avallato il rapporto presentato dal professor Peter Bruggeman secondo cui le "cheetah" garantiscono all'atleta un vantaggio che viola le norme stabilite dall'articolo 144.2 del codice dell'atletica leggera.
Un sogno inseguito con la difficoltà con cui, in pista, affronta gli avversari. Ed invece, sembra un paradosso, l'avvantaggiato sarebbe lui stesso a cui il destino non ha lasciato le gambe, ma solo due protesi con le quali continuare a sentirsi come tutti gli altri e raggiungere gli obiettivi prefissatisi con anni di preparazione, sacrifici e sudore. E alla fine è considerato un "uomo bionico" perché le "cheetah" garantiscono una corsa migliore, meno faticosa e con più spinta nell'allungo. La Iaaf ha sposato le conclusioni a cui è arrivato uno studio indipendente condotto da Peter Bruggeman. Le protesi di Oscar Pistorius, secondo il consiglio della federazione internazionale sono "fuori norma" per permettere al sudafricano di competere: "E' evidente che un atleta che usi le protesi cheetah sia in grado di correre alla stessa velocità dei normodotati, con un consumo inferiore di energie. Un atleta che utilizzi queste protesi ha un vantaggio meccanico dimostrabile (più del 30%) se confrontato con qualcuno che non usi le protesi". L'articolo in questione vieta espressamente "l'impiego di ogni elemento tecnico che garantisca un vantaggio sugli atleti che non utilizzano lo stesso strumento". La bocciatura della Iaaf, con ogni probabilità non sarà l'ultimo episodio della vicenda. L'atleta nei giorni scorsi aveva annunciato ricorsi "ai massimi livelli" in caso di giudizio negativo della federazione internazionale.
Comunque è chiaro un concetto base per la prima volta riconosciuta a un tipo di protesi la capacità di accrescere le performance umane, anche se solo per un compito specifico, quando ero ricordo che passavo ore a leggere il mio "LIBRO DELLE SCOPERTE" e a guardare affascinato il disegno che illustrava le grandi conquiste nel campo della chirurgia sperimentale con femori artificiali, peacemaker, polmoni d'acciaio e quant'altro, da allora sono passate più di due decadi e la medicina ha fatto incredibili passi in avanti, con esperimenti di occhi artificiali, chip sottopelle che consentono di accendere elettrodomestici a distanza o di essere sempre identificati, per non parlare degli incredibili passi in avanti fatti nelle rigenerazione dei tessuti grazie alle cellule staminali. Ma quello che oggi è successo a Pistorius apre nuovi dibattiti su ciò che sarà il domani e di come l'uomo vedrà aprirsi nuovi scenari, ma ancor di più appare anche un visione in cui un domani sarà nelle paraolimpiadi che verranno battuti tutti i record da atleti che potranno usare protesi sempre evolute che potrebbero aiutarli più di quanto il DOPING faccia con gli atleti "normali", e sinceramente scusatemi ma io preferisco dei campioni pronti a mettersi in gioco nonostante gravi handicap a bambocci ripieni di steroidi che si credono dei superuomini. Speriamo solo che la realtà non superi la fantasia e un giorno la gente non inizi a mutilarsi per poter accedere a vantaggi fisici dati dalle protesi.

TRE TONI DI NERO

TRE TONI DI NERO
DI SEBASTIANO VILELLA
BLACK VELVET EDITRICE
FORMATO GRANDE B/N PAG. 88
PREZZO 13 EURO

Tre toni di nero è un splendido volume da Black Velvet che raccoglie tre racconti brevi molto forti, stori sporche e violente, pubblicate agli inizi degli anni novanta sulle pagine dell’ Intrepido nuova serie, filo conduttore del volume sono proprio le tematiche sviluppate in quegli anni da pubblicazioni come l'Intrepido o il Monello, quando il fumetto italiano scopri una vena narrativa fortemente splatter-pulp, dove non era importante di per se la trama, ma la crudezza delle storie fatte appositamente per shockare i lettori allo scopo di creare in loro una risposta emotiva.

I tre racconti del volume (LA TRACCIA DELL'ESCARGOT, NOIA E FIAMME, FOTTUTE CORNACCHIE) sono perfettamente rappresentativi di quella "corrente" artistica che attraversò gli autori italiani, permettendo a chi all'epoca leggeva le riviste antologiche di fumetti di fare un salto nel passato e a chi non lo faceva (perchè magari troppo giovane) di conoscere con mano un singolare periodo della storia del fumetto italiano, questo grazie anche agli approfondimenti dell'autore cheracconta la genesi opere pubblicando anche pezzi delle sceneggiature iniziali, storyboard e le tavole originali che furono poi modificate per poter essere adattate alle linee editoriali delle riviste.

L'autore di tutti e tre i racconti è Sebastiano Vilella, autore che iniziò la sua carriera fumettistica nel 1984, pubblicando sulle pagine di Eureka le storie del Commissario Grimaldi per poi iniziare a lavorare su Frigidarire, Reporter e Mostri. Prima di queste apparizioni troviamo il suo nome su riviste autoprodotte come Peste e Corna, Monument e Il Dorso di Atlante. La sua collaborazione con l’ Intrepido risale al 1992.
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